Thyssen, verso arresto i dirigenti tedeschi: «Sentenza eseguibile». Loro impugnano la decisione

Venerdì 22 Febbraio 2019
Harald Espenhahn e Gerald Priegnitz, i due manager tedeschi della Thyssen

I manager tedeschi della Tyssen condannati per il rogo dello stabilimento del 2007 potrebbero finire in carcere, come già accaduto per i loro colleghi italiani. L'ordine di carcerazione dei due dirigenti tedeschi della Thyssenkrupp, emanato in Italia del 2016, è applicabile anche in Germania. Lo ha deciso il Tribunale regionale di Essen, che si è pronunciato in proposito il 17 gennaio sul caso di Harald Espenhahn, e il 4 febbraio su Gerald Priegnitz. Secondo quanto ha spiegato il portavoce dello stesso Tribunale all'Ansa, i due manager hanno impugnato la decisione, presso la corte di appello di Hamm. E non potranno essere arrestati prima della pronuncia.

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Per decidere sull'applicazione dell'ordine di carcerazione dei due manager tedeschi della Thyssenkrupp, il tribunale di Essen aveva chiesto all'autorità giudiziaria italiana la traduzione in tedesco di tutte le sentenze pronunciate sul caso e non solo, come da prassi, l'ultima della Corte di Assise di appello. Il procuratore generale del Piemonte, Francesco Saluzzo, lo scorso luglio aveva formato un collegio di 8 traduttori che in pochi giorni avevano portato a termine il lavoro. Le carte erano poi state immediatamente trasmesse in Germania. Secondo quanto si è appreso la richiesta di arresto dei due condannati da parte della procura locale - accolta dai giudici Essen - è di alcuni mesi fa.

IL MINISTRO BONAFEDE
Il ministro Alfonso Bonafede è stato informato ieri «per vie diplomatiche» del pronunciamento del Tribunale di Essen nei confronti di Harald Espenhahn e di Gerald Priegnitz. Lo precisa lo stesso Guardasigilli in un post su Facebook. «Sta circolando la notizia di un presunto arresto dei due manager della ThyssenKrupp condannati in Italia nel 2015 per il rogo allo stabilimento di Torino. Non è così, però possiamo dire che la sezione esecuzioni penali del Tribunale di Essen ha dichiarato ammissibile l'esecuzione della sentenza emessa dalla Corte di Assise di Appello di Torino il 29 maggio 2015. Ma non è finita, i due condannati hanno impugnato il verdetto. Continueremo a monitorare - continua Bonafede - giorno per giorno la vicenda e terremo informati tutti voi e soprattutto le famiglie».

GLI ALTRI CONDANNATI
Intanto è libero dallo scorso dicembre Cosimo Cafueri, ex responsabile della sicurezza dello stabilimento ThyssenKrupp. Era stato condannato a 6 anni e 8 mesi, con l'accusa di omicidio colposo plurimo, per il rogo dello stabilimento torinese in cui il 6 dicembre 2007 persero la vita sette operai. Lo ha stabilito il Tribunale di Sorveglianza di Torino accogliendo un'istanza dei suoi avvocati Guglielmo Giordanengo, Maurizio Anglesio e Francesco Dassano.

A Cafueri, in carcere dal 14 maggio 2016, rimanevano meno di quattro anni di detenzione, condizione per poter richiedere questa pena alternativa. Secondo i giudici non è socialmente pericoloso e in carcere ha tenuto un comportamento corretto. Sconterà il resto della pena come volontario della Croce Rossa, ma dovrà rimanere a casa dalle 22 di sera alle 7 del mattino. A ottobre anche Marco Pucci, ex consigliere della ThyssenKrupp condannato a 6 anni e 10 mesi e detenuto a Terni, aveva ottenuto questa possibilità dal Tribunale di Sorveglianza di Spoleto. L'affidamento in prova potrà essere revocato se dovessero essere violate le prescrizioni del tribunale.

Ultimo aggiornamento: 23 Febbraio, 11:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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