Techagriculture, l'agricoltura incontra l'innovazione: meeting Italia-Israele

Techagriculture, l'agricoltura incontra l'innovazione: meeting Italia-Israele
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Venerdì 20 Maggio 2022, 15:21 - Ultimo aggiornamento: 15:36

Un lembo di territorio grande quanto l’Emilia-Romagna, per due terzi arido o semiarido, con un 20% di superficie arabile. Scarse risorse idriche, carenti precipitazioni, popolazione in crescita, distanza dai mercati di esportazione e importazione, complesso contesto geopolitico. 

In breve, 22.000 km2 di sfide accettate. Questo il ritratto Israele, Paese che, realizzando l’aspirazione del suo padre fondatore, David Ben Gurion, ha fatto fiorire il deserto, e si è spinto oltre. Oggi Israele si posiziona in cima alla classifica mondiale in termini assoluti nei campi della carne coltivata, dei sistemi di irrigazione e delle tecnologie di desalinizzazione. Nel ranking normalizzato per spesa in R&S, il Paese mantiene il primato mondiale nel campo delle proteine alternative, dell’agricoltura di precisione, della mobilità sostenibile e dell’energia solare1. 

La dinamica industria agrifood-tech israeliana è il risultato di due grandi ondate di innovazione2. La prima, che ha interessato gli anni dalla nascita dello Stato agli inizi del nuovo millennio, ha visto Israele affermarsi nel mercato tradizionale come un innovatore. L’esigenza di vincere condizioni di produzione avverse, infatti, spinse il Paese a sviluppare nuove tecnologie di coltivazione e ad acquisire competenze approfondite nel trattamento delle acque, nell’irrigazione, nella coltivazione in serra e nella scienza delle piante. È a questa fase che risalgono innovazioni di fama mondiale, come l'irrigazione a goccia e i pomodorini pachino, introdotti rispettivamente negli anni ’50 e ’80.

Questa eccezionale tradizione agraria ha posto le basi per la seconda ondata di innovazione. Cultura del trasferimento della conoscenza accademica e dell'imprenditorialità, esperienza nell'alta tecnologia e supporto governativo hanno portato all’affermazione di una fiorente industria agroalimentare, caratterizzata dalla presenza di oltre 400 aziende innovative impegnate nello sviluppo e nell’offerta di un’ampia gamma di soluzioni accomunate dall’ambizione di “produrre di più con meno”. In particolare, tecnologie di visione artificiale, intelligenza artificiale, robotica, comunicazione avanzata, biotecnologia e tracciabilità hanno determinato un radicale ampliamento delle capacità tecnologiche dell’industria che, divenuta agrifood-tech, offre soluzioni sempre più innovative, quali sensori del terreno e delle piante, droni all’avanguardia, robot autonomi, software di analisi dei dati, tecnologie di irrigazione intelligente, piattaforme di genetica vegetale, carne coltivata e proteine alternative. 

Guardando alle sottocategorie industriali, l'11% delle aziende agrifood-tech del Paese è attiva nel campo della produzione degli input, il 13% in quello dello dell’acqua e dell’irrigazione, il 16% si occupa di agenti patogeni e parassiti, il 32% è dedita all’ottimizzazione di resa e raccolto, il 16% alla conservazione e al commercio dei prodotti e il 12% opera nel campo delle fonti alimentari alternative3.


Dati economici sul comparto

A causa della sua estrema dinamicità, valutare le dimensioni del mercato agrifood-tech è un’operazione complessa; indubbiamente, un utile indicatore di crescita è l'aumento degli investimenti ad esso diretti4. Il 2021 è stato in questo senso un anno eccezionale. Gli investimenti totali nel settore hanno raggiunto la cifra record di 833,5 milioni di dollari, registrando una crescita del 150% rispetto al 2020. Di questo totale, circa 200 milioni sono affluiti nel comparto agri-tech.

Per la prima volta, le startup food-tech hanno raccolto più finanziamenti di quelle agri-tech, sia in termini di volume che di unità. Gli investimenti nel food-tech sono aumentati del 400% rispetto al 2020, mentre quelli nell’agri-tech del 5%. Questo cambiamento è principalmente dovuto al crescente interesse internazionale per le proteine ​​alternative made-in-Israel.

Analizzando gli investimenti per sottocategorie, il più ampio volume di finanziamenti è confluito nel comparto delle fonti alimentari alternative, che comprende tutte le aziende di prodotti commestibili innovativi. Le aziende del sottosettore hanno raccolto quasi 600 milioni di dollari, più del 70% degli investimenti totali del settore nel suo complesso. Al secondo posto, sia in termini di volume che di numero di investimenti, si colloca il comparto dell’ottimizzazione della resa e del raccolto. Quest’ultimo, in continua crescita da anni, ha beneficiato di 115 milioni di dollari di finanziamenti nel 2021, registrando così un aumento del 12% rispetto al 2020, il 14% degli investimenti totali del settore.

Oltre all'importo complessivo degli investimenti, anche la crescente dimensione mediana dei round iniziali e successivi (Serie B e oltre) e il crescente numero di uscite si pongono a conferma della sempre maggiore maturità del settore. A fronte di un numero di round di investimenti in calo, infatti, il sensibile aumento del valore questi ultimi ha portato a un aumento complessivo della mediana degli stessi, in particolare dei round di fase avanzata (circa 30 milioni di dollari/anno). Per quanto riguarda le exit, dopo un periodo di relativa quiete, il 2021 ha mostrato segnali di cambio di tendenza, con 6 società che si sono quotate sulla Borsa di Tel Aviv, raccogliendo oltre 90 milioni di dollari.

Le aziende protagoniste

Il panorama delle aziende israeliane dell’agrifood-tech è ampio e diversificato. Al fine di una rapida disamina delle principali realtà attive nel comparto, torna d’aiuto la sistematizzazione dell’industria adottata dal Ministero dell’Economia e dell’Industria d’Israele. Quest’ultimo ripartisce il comparto in sei principali settori: scienze delle piante e gestione degli input, zootecnia e scienze animali, sensori e informazioni digitali, automazione, nuovi sistemi agricoli, agri-tech post-raccolta5.

Fiorente e consolidato è in Israele il settore della scienza delle piante e della gestione degli input, caratterizzato da una nutrita presenza di imprese affermate nonché di startup. Tra queste figurano, tra le altre, ADAMA Agricultural Solutions, AlgaTech, BreedIT, ClariFruit, DryGair, Equinom, EvoGene, FuturaGene, Future Tense, Groundwork BioAg, Haifa Group, Hinoman, Phenome Networks, PlantArcBio, Rootility, Stockton Group, Tikkun Olam, TreeTube.

Meno vasto del precedente, ma caratterizzato da solido know-how, è il settore della zootecnia e delle scienze animali. Nel campo dell’allevamento bovino, si distinguono aziende come Armenta, Genetics 2040, MiRobot ed SCR Dairy. Israele vanta altresì grande esperienza nell'acquacoltura, testimoniata da realtà come Agam, Aqua Maof, Aquinovo, Biofishency e Gili Ocean. 

Naturalmente prolifico, grazie alla consolidata expertise israeliana nell’high-tech, è il settore dei sensori e delle informazioni digitali. Le soluzioni del comparto -numerose, diversificate e con capacità avanzate di intelligenza artificiale- comprendono piattaforme di agricoltura intelligente per l'agricoltura di precisione e di previsione, hardware e software sensoriali d’avanguardia e piattaforme basate su cloud e IoT. Il settore, internazionalmente riconosciuto come tra i più attrattivi, comprende per lo più aziende dedite all’ottimizzazione del raccolto (Agritask, Afimilk, AKLogic, CropX, Evogene, FieldIn, Phytec, Saturas, SupPlant, SeeTree, Taranis, Varcode, ecc.) e all’irrigazione (Netafim, Rivulis e Manna, NaanDanJain, Viridix, ecc.).

In rapida espansione è il settore dell’automazione agrifood-tech, stimolato dalla crescente domanda mondiale di robot e droni automatizzati. Tra le aziende fornitrici di soluzioni per l’automazione delle attività agricole e zootecniche figurano Agridrones, AgroScout, Aerodome, Robotic Perception e Tevel Aerobotics Technology. 

Agricoltura verticale, coltivazione idroponica, coltivazione in laboratorio e stampa di carne, e allevamento di insetti: nuovi sistemi agricoli sono stati sviluppati nell’ultimo decennio per far fronte alle sfide della carenza di risorse produttive e della crescente domanda di sostenibilità. Esempi di aziende attive nel settore sono costituiti da AlgaTech, Alienu, Ginegar, Green Wall Israel, Teshuva Agricultural Projects (TAP) e Thermosiv. Nel mercato delle proteine ​​alternative, in particolare, si distinguono aziende come Aleph Farms, Flying SpaArk, Future Meat, Hargol, Redefine Meat e SuperMeat.

Un dinamico settore dell’agri-tech post-raccolta sta rivoluzionando la catena del valore a valle del campo e, più in generale, tutto l’ecosistema agroalimentare israeliano, comparto finanziario incluso. Incidendo su efficienza della logistica agricola, durata di conservazione dei prodotti e adeguatezza dei finanziamenti ai bisogni dell’agricoltore, il settore post-raccolta ambisce all’ottimizzazione di quella parte della filiera che va dall'azienda agricola al piatto per arrivare alla raccolta dei rifiuti. Tra le aziende di questo settore figurano AKLogic, Amaizz, Matics, Neolithics, OKO, PSI Ecology, Surfesca, TerryTech e Trellis, e molte altre ancora.

Infine, interessanti sinergie vanno affermandosi tra l’industria dell’agri-tech e quella dell’energia verde. Le soluzioni di SolChip mostrano come l’energia solare possa alimentare l’attività agricola, mentre quelle di Doral e di SolarEdge, attive nell’agrovoltaico, come l’agricoltura possa farsi simultanea risposta alle sfide poste da risorse sempre più scarse e crescente domanda di energia pulita. 

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