Taranto, incassa mille euro in più per errore: torna in banca per restituirli

Il signor Giglio Lomartire con la figlia Antonella
di Lucia J. Iaia
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Giovedì 5 Agosto 2021, 10:12 - Ultimo aggiornamento: 6 Agosto, 09:57

Non capita tutti i giorni di ritrovarsi nelle tasche mille euro in più, soprattutto dopo un prelievo effettuato direttamente in banca. Ed è ancora meno probabile che il fortunato pensi bene di restituire l’importo all’istituto bancario dove, evidentemente, l’impiegato deve aver commesso un errore. A Giglio Lomartire, 75 anni di Sava, in provincia di Taranto, però, è successo. «Sono andato in banca per effettuare un prelievo di denaro e l’impiegato non avendo l’intero importo nel suo cassetto, si è rivolto alla collega. Io credo che in quella fase, sia avvenuta la svista e mi è stato consegnato più di quanto indicato nella distinta». Eppure, quando Giglio Lomartire è tornato a casa ed ha ricontato il denaro, come è nel suo consueto modo di fare, si è accorto subito che c’erano delle banconote in più. «Sì, anche se nella ricevuta che mi è stata consegnata risultava la cifra da me richiesta, io in realtà mi sono ritrovato mille euro in più». 

Incassa mille euro, torna in banca 


Giglio racconta così, di aver contato e ricontato quel denaro più volte. «Mi sono seduto in cucina e ho diviso il denaro in base alle spese che dovevo sostenere ma restava sempre qualcosa in più. Ho frequentato solo la seconda elementare e così, ho pensato di non aver fatto bene i conti. Ma l’errore era evidente». 
A quel punto, Lomartire non ha avuto alcun dubbio nel ritornare allo sportello. «Le banche non hanno certamente bisogno di mille euro ma il mio pensiero è andato immediatamente all’impiegato. Ho immaginato che ci avrebbe rimesso di tasca sua e comunque, non mi sarei mai appropriato di soldi non miei». Al ritorno allo sportello in effetti, lo stesso impiegato pare sia apparso al contempo incredulo e riconoscente. «Non smetteva di ringraziarmi, anche se non credo di aver fatto nulla di eccezionale».

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Nessuna titubanza dunque in Giglio che, come direbbero i latini nomen omen, nel nome c’è già il presagio, si è distinto per onestà e trasparenza. Ieri, Giglio ha festeggiato il suo compleanno e nelle parole delle sue figlie questa vicenda diventa ancora più significativa. «Avrebbe potuto incassare e basta, visto che non risultava da nessuna parte quel surplus - dice la figlia Antonella - ma invece, la coscienza e la nobiltà d’animo e l’esempio, viene prima di tutto. È corso subito in banca a restituire i soldi non suoi. Li avrebbe rimessi il bancario e non sarebbe stato giusto». Una vicenda che ricorda quella di un martinese, tecnico informatico. L’uomo, camminando dei pressi di un istituto di credito, notò un portafogli nero con all’interno 1300 euro ed un ricevuta bancaria. Il tutto fu consegnato nella locale stazione dei carabinieri dove, il giorno successivo al rinvenimento, un anziano si era recato per sporgere denuncia.

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«Infatti – conclude Giglio Lomartire – non credo di essere una mosca bianca. Ci sono tante persone perbene ed è questa maggioranza che, io credo, avrà sempre la meglio e sarà più forte. Questo ho insegnato alle mie figlie e ai miei nipoti. Bisogna avere fiducia negli altri e non generalizzare mai. Io sono contento di non aver tergiversato e non mi sono pentito nemmeno per un secondo, dopo aver riportato quei soldi in banca. Preferisco dormire sonni tranquilli e potermi guardare allo specchio ogni mattina». 

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