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Sbalzata dal Tagadà, Ludovica muore a quindici anni: stava festeggiando il suo compleanno

Tragedia a Galliate (Novara): la comitiva di ragazzi si era alzata in piedi nonostante i divieti.

Sbalzata dal Tagadà, Ludovica muore a quindici anni: stava festeggiando il suo compleanno
di Claudia Guasco
5 Minuti di Lettura
Lunedì 14 Marzo 2022, 07:04 - Ultimo aggiornamento: 18 Marzo, 18:01

Stava festeggiando il suo compleanno al luna park, con gli amici. Quindici anni compiuti l'8 marzo. «Una ragazza piena di progetti e di sogni. Il voto finale alle medie è stato dieci e lode», la ricordano i compagni di scuola del liceo classico Carlo Alberto di Novara. La sua vita è finita sabato sera su un tagadà delle giostre di Galliate: qualche movimento imprudente da parte dei ragazzi, poi la macchina che fa un movimento anomalo e dà un forte scossone. Ludovica Visciglia è stata sbalzata all'interno, è caduta sbattendo con violenza la testa e il volto. È stata ricoverata nel reparto di rianimazione, le sue condizioni erano molto gravi, i medici hanno tentato a lungo di rianimarla ma non si è più ripresa. Ieri mattina qualcuno ha lasciato un mazzo di fiori accanto alla giostra sulla quale è morta.


DUE INDAGATI
La Procura di Novara ha aperto un'inchiesta e ci sono già le prime iscrizioni al registro degli indagati: il reato ipotizzato è omicidio colposo. L'accusa è a carico del proprietario del tagadà, in quel momento tuttavia a manovrare la macchina era il figlio di diciassette anni. È il secondo indagato e poiché è minorenne toccherà alla Procura dei minori approfondire le sue eventuali responsabilità. Padre e figlio riceveranno un avviso di garanzia e nomineranno dei consulenti che parteciperanno agli accertamenti tecnici. Le indagini dei carabinieri e degli uomini del Servizio di prevenzione e sicurezza degli ambianti di lavoro della Asl hanno ricostruito i momenti cruciali della tragedia, mentre gli agenti della polizia locale hanno ascoltato i tanti testimoni presenti. Le deposizioni sono andate avanti fino a notte fonda. Sulla giostra c'erano circa dieci ragazzi, la maggior parte amici di Ludovica e tutti giovanissimi come lei invitati per festeggiare il compleanno. La serata, dopo una cena con la famiglia, prevedeva l'ingresso alle attrazioni del parco divertimenti e il taglio della torta finale. Quando la compagnia è salita sul tagadà, alle undici di sera, era uno degli ultimi giri prima della chiusura. La struttura è una specie di grosso catino che ruota a forte velocità e durante la rotazione viene inclinato facendo sobbalzare chi è all'interno. Ciò che è successo in quei terribili momenti lo hanno riferito i testimoni agli investigatori. A quanto pare il gruppo di adolescenti si è alzato in piedi, nonostante sia vietato, e il giostraio li ha ammoniti a restare seduti. Poco dopo però la macchina non ha funzionato come avrebbe dovuto: chi era lì racconta di un movimento strano del tagadà, seguito da una forte scossa. Ludovica ha perso l'equilibrio, rotolando all'interno come è accaduto ad altri amici che erano accanto a lei, ma nella caduta ha picchiato la testa e la faccia. Perdeva tanto sangue, i ragazzi a bordo hanno capito subito che la situazione era disperata, hanno gridato chiedendo di fermare la giostra e chiamare i soccorsi. Purtroppo è stato tutto inutile.


SEQUESTRO
Ludovica abitava a Trecate e per festeggiare il compleanno aveva scelto proprio il luna park di San Giuseppe riaperto sabato dopo due anni di stop per il Covid. Le giostre avrebbero dovuto animare Trecate per due settimane, il sindaco Claudiano Di Caprio ha emesso un'ordinanza per chiudere il parco divertimenti. «Una tragedia, non ho parole. Tra l'altro conosciamo bene questi giostrai. Ci fidiamo di loro. Sono ben radicati nel nostro territorio», afferma il primo cittadino. Sotto il profilo amministrativo pare che i documenti della struttura siano in regola, ma per accertare eventuali guasti tecnici la giostra è stata posta sotto sequestro ed è stata disposta una consulenza. Ora è delimitata da un nastro rosso. Nei prossimi giorni sarà eseguita l'autopsia, anche questo contribuirà a ricostruire la terribile morte di Ludovica.

La nota dell'avvocata di Claudio Suffer

Formulo la presente in nome e per conto del signor Claudio Suffer, nato a Roma il 17 agosto 1970, a proposito della notizia riguardante la morte di una ragazza di 15 anni sbalzata dalla giostra denominata “Tagadà”.  A corredo della notizia del 13 marzo veniva pubblicata sul sito ilmessaggero.it l’immagine del Tagadà di proprietà del mio assistito che risulta totalmente estraneo ai fatti e alla vicenda: nella foto appare a chiare lettere in rosso il cognome Suffer; l’accostamento, suggestivo e infondato, alla persona del signor Suffer è tale da ingannare il lettore che è portato inevitabilmente ad equivocare la realtà dei fatti. Il signor Claudio Suffer è un riconosciuto e stimato professionista che gestisce da oltre 30 anni un parco giochi itinerante in tutta Italia. In seguito all’uscita della notizia il signor Suffer è stato contattato da vari amici e conoscenti i quali esprimevano il proprio turbamento per aver rischiato di correre un serio pericolo di vita ogni qualvolta hanno usufruito del Tagadà gestito dallo stesso. La diffusione della notizia, associata all’attrazione di proprietà del mio assistito, integra l’ipotesi di diffamazione aggravata prevista dal comma 2 dell’art. 595 c.p. offendendo altresì l’onore, il decoro e la reputazione dello stesso.

Avvocata Barbara Tarquini

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