Ragazza di 20 anni denuncia: «Io, stuprata su una barella al pronto soccorso». Poi si toglie la vita lanciandosi dalla finestra dell'ospedale

Sul posto sono arrivati i carabinieri che hanno fermato l'uomo, un ventottenne della zona, per violenza sessuale

Lodi, ragazza di 20 anni denuncia: «Io, stuprata al pronto soccorso». Poi si toglie la vita lanciandosi dalla finestra dell'ospedale
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Giovedì 30 Maggio 2024, 19:38 - Ultimo aggiornamento: 31 Maggio, 15:03

Si è suicidata buttandosi dal quarto piano dell'ospedale di Vizzolo Predabissi, nel Milanese, dopo aver denunciato, solo la notte prima, di essere stata violentata su una barella del pronto soccorso dello stesso nosocomio. E' finita così, in una manciata di ore tragiche, la vita di una giovane di 20 anni. Lunedì scorso la ragazza era in attesa di cure al pronto soccorso del nosocomio dove si trovava anche l'uomo che ha subito denunciato come l'autore della violenza, un 28enne magazziniere della zona, italiano e incensurato.

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Quando la giovane è stata spostata in un ambulatorio, ha raccontato la vittima, lui l'ha raggiunta e ha abusato di lei.

La ragazza ha subito chiesto l'aiuto dei sanitari che hanno avvisato le forze dell'ordine e sul posto sono arrivati i carabinieri di Melegnano che hanno fermato l'uomo per violenza sessuale su istanza della Procura di Lodi. Il ventottenne è stato interrogato dal gip Francesco Salerno di Lodi: ha parlato di un rapporto consensuale avvenuto dopo una conoscenza molto veloce in attesa delle cure. Quando i carabinieri sono arrivati in ospedale era ancora al pronto soccorso e dormiva. Il giovane, che abita con i genitori, lunedì sera era uscito con un gruppo di amici. Avrebbe bevuto molto e si sarebbe fatto anche qualche canna. Agli inquirenti infatti ha subito spiegato di non sapere nemmeno come era arrivato all'ospedale e di ricordare, invece, di essersi sdraiato su una panchina, una volta ubriaco fradicio. Si sarebbe, insomma, ritrovato all'improvviso al Pronto soccorso, arrivato lì a bordo di un'ambulanza chiamata da altri, dagli amici preoccupati per il suo improvviso stato di incoscienza. Una stato di smemoratezza forse dovuto a due operazioni al cervello subite dal giovane negli anni passati. Probabilmente aggravati quella sera dall'assunzione di alcol. 

 

La violenza sulla barella

Una volta svegliatosi in Pronto soccorso - ha riferito - avrebbe conosciuto la ragazza che poi è stata portata in un box all'interno del reparto visite. Lì lui l'avrebbe raggiunta e, quindi, secondo quanto subito denunciato da lei, violentata su una barella. Un abuso negato dal ragazzo davanti al Gip. Ma denunciato dalla giovane nell'immediatezza. Poi il giorno dopo martedì 29 maggio il tragico gesto di togliersi la vita buttandosi dal quarto piano dello stesso ospedale. Inutili i soccorsi. Gli accertamenti su quanto successo sono affidati ai carabinieri di Melegnano e San Donato Milanese. 

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Disposta l'autopsia

Nel frattempo, è stata disposta l'autopsia sul corpo della giovane ed è stata avanzata la richiesta di convalida del fermo per il 28enne. La pm Martina Parisi ha chiesto la custodia cautelare in carcere e anche la legale dell'uomo, Emanuela Portugalli, non ha chiesto la scarcerazione. Sono allo studio le riprese delle telecamere di sorveglianza del pronto soccorso che, secondo le prime informazioni, avrebbero ripreso parte di quanto successo. La Regione Lombardia ha immediatamente costituito una Commissione di verifica coordinata dal vicedirettore della Direzione Generale Welfare e composta da professionisti di ATS città metropolitana di Milano e dell'Agenzia dei Controlli. La Commissione si recherà già domani in ospedale per iniziare le attività di verifica.

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