CORONAVIRUS

Virus, da lunedì forse via libera a visite amici e seconde case. Spostamenti tra regioni, ipotesi 1° giugno

Martedì 12 Maggio 2020
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Virus, spostamenti tra regioni: l'ipotesi 1° giugno. Da lunedì forse via libera a visite amici

Il 18 maggio, con il secondo step della Fase 2, ci si potrà spostare tra regioni? Non ancora, se ne parla dal 1° giugno, ma il governo sta valutando di permettere di raggiungere le seconde case. E si potranno finalmente vedere gli amici? Forse sì. Con l'apertura di negozi, bar e ristoranti prevista per lunedì potrebbe essere eliminato il vincolo che consente gli spostamenti solo per far visita ai congiunti (oltre che per necessità, lavoro e motivi di salute). È una delle ipotesi su cui stanno discutendo, secondo quando si apprende, maggioranza e governo. Sulla questione, che consentirebbe di fatto agli amici di poter andare al ristorante o al bar, non c'è ancora accordo, con alcuni ministri che spingerebbero affinché il vincolo rimanga.

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Il governo sta inoltre valutando l'ipotesi di consentire, a partire da lunedì 18 maggio, di andare nelle seconde case, purché siano nella regione di residenza. L'ipotesi potrebbe essere inserita nel nuovo Dpcm con le riaperture previste a partire da lunedì.

Il tema dei viaggi tra regioni è sempre caldo. Il contagio da coronavirus scende, mentre sale la febbre di alcuni governatori che vorrebbero riaprire velocemente per dare una spinta decisiva al rilancio dell'economia, considerando sia il fattore sicurezza sia il fattore legalità. Ma in realtà il ministro Boccia attende i prossimi dati dei contagi, decisivi per capire il da farsi.

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Il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga in questo senso ha annunciato che la Regione è «al lavoro già da un paio di giorni con il governatore del Veneto, Luca Zaia, per valutare la possibilità di muoversi tra province limitrofe. Già oggi - ha spiegato - forse riusciremo ad avere una soluzione su questo con un accordo». Infine, sulla questione gli spostamenti tra Paesi limitrofi, secondo Fedriga «una volta che riaprono le attività si possono riaprire i confini. Ci confronteremo su questo con il Governo - ha concluso - che a sua volta attraverso la diplomazia dovrà avere un dialogo con Austria e Slovenia».

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Proprio il ministro agli Affari regionali Francesco Boccia ha pensato ai primi step: aprire agli spostamenti da una Regione all'altra step by step, prima dando il disco verde a quelle limitrofe e con minori contagi, poi in seconda battuta a tutte le altre. Gli spostamenti interregionali «dipendono dal sistema di monitoraggio, poi, con ogni probabilità, ci sarà un meccanismo che consentirà di decidere chi può andare dove. La mia tesi è la seguente: se ci sono due Regioni limitrofe e con basso rischio, lo stesso rischio, allora ci si può spostare, ma non dal 18 maggio comunque, occorrerà più tempo. Ma è chiaro - aveva detto - che chi è a basso rischio non può aprire a chi, invece, ha un alto rischio di contagio». A chi gli chiede di possibili chiusure di frontiera tra Nord e sud, «nessuno deve chiudere a nessuno, ma bisognerà aprire gradualmente in base alle condizioni della singola regione per contenere i rischi. In questo c'è la massima collaborazione, quando saremo pronti, i cittadini di due regioni a basso rischio e limitrofe potranno spostarsi».

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Liguria. «Sulla riapertura della mobilità interregionale il ministro Boccia ci ha detto prendiamoci ancora una settimana prima di cominciare una valutazione, certamente non riaprirà il 18 maggio, forse il 25 maggio, più probabile il primo giugno». Lo ha detto il governatore Giovanni Toti intervistato oggi da Radio 24. «Il 18 maggio il Governo suggerirà la riapertura del commercio al dettaglio in tutto il Paese, molte Regioni compresa la Liguria annunceranno la riapertura di parrucchieri, estetisti e in parte anche della ristorazione, la Liguria auspico sia tra queste».

La Regione Veneto dal canto suo, ha già derogato agli spostamenti nelle seconde case, e per lo sport individuale all'aperto. Nel rispetto dei parametri sanitari, da lunedì il Veneto intende riaprire parrucchieri ed estetiste, negozi, bar e ristoranti, centri sportivi, piscine e palestre, e anche le spiagge, per consentire agli operatori del turismo di «accendere i motori» per l'avvio della stagione.

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In Emilia Romagna si pensa al turismo: riparte dalla costa lunedì 18 maggio l'industria turistica post lockdown, con linee guida condivise e in grado di garantire in sicurezza la stagione balneare 2020. È infatti appena terminato l'incontro tra Regione, associazioni di categoria, sindacati, Comuni costieri e Direzione Marittima, con la condivisione di un documento che mette nero su bianco le regole da rispettare per l'estate post emergenza Coronavirus. «Grazie al grande lavoro di squadra che abbiamo messo in campo per la ripartenza e con la collaborazione di tutti riusciremo a garantire anche in un anno così difficile, la vacanza al mare in sicurezza», ha garantito l'assessore regionale al Turismo Andrea Corsini.
 

Ultimo aggiornamento: 13 Maggio, 09:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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