Natale, Boccia: «Nulla da festeggiare, siamo in piena pandemia»

Spostamenti, Boccia: «Nulla da festeggiare, siamo in piena pandemia»
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Sabato 12 Dicembre 2020, 15:02 - Ultimo aggiornamento: 17:39

«Non c'è nulla da festeggiare perché siamo in piena pandemia, perché dobbiamo uscirne, perché lo stiamo facendo con un sacrificio eccezionale degli operatori sanitari, delle forze dell'ordine e delle forze armate». Lo ha detto il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, parlando con i giornalisti oggi ad Andria dove ha incontrato la sindaca Giovanna Bruno e il prefetto Maurizio Valiante per le misure di contrasto al Covid. Andria è uno dei 20 comuni pugliesi e dei quattro della provincia Barletta-Andria-Trani che, per ordinanza regionale, sono rimasti in zona arancione.

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Il ministro ha poi fatto riferimento ai commercianti che hanno dovuto fermare le proprie attività, alle difficoltà degli insegnanti nel fare contestualmente didattica in presenza e a distanza. E ha rimarcato «il sacrificio di moltissime persone che stanno facendo delle rinunce» che «significano rispetto per le vite umane che non ci sono più e per quelle che dobbiamo ancora salvare». 

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«Se vogliono rimuovere i vincoli» agli spostamenti in «tutti i comuni italiani ci troveranno contrarissimi, se vogliono chiarimenti per i piccoli comuni nelle aree interne, il parlamento ha i mezzi per farlo». Così il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia è tornato a ribadire a SkyTg24 il no all'allentamento delle misure previste per Natale e Capodanno. «Siamo ancora nella fase più critica e - ha aggiunto - se a dicembre i comportamenti non saranno rigorosi, il rischio della terza ondata è abbastanza certo». L'appello agli italiani è dunque quello di «rispettare le regole e mantenere il massimo di attenzione». 

Boccia ha poi ricordato che «da un mese e mezzo» nelle regioni in zona rossa e arancione esistono «le stesse regole che sono state ipotizzate» per Natale, Santo Stefano e Capodanno e non c'è mai stata «una sola lamentela, perché le regole consentono il passaggio nei comuni limitrofi e soprattutto consentono agli anziani di non restare soli così come a chi ha bisogno di avere un sostegno». Dunque, ha spiegato, «se è necessario chiarire, o con un chiarimento vero e proprio o con una norma, che nei piccoli comuni confinanti è necessario autorizzare anche il passaggio, non abbiamo nulla in contrario. Se invece, rimuovendo questa regola, si vuole far prevalere le ragioni della festa, dell'assembramento, dell'incontro tra tanti parenti, noi siamo contrari e non lo consentiremo». In ogni caso sarà il Parlamento a decidere. «Il Parlamento è sovrano e può decidere quello che crede. Ovviamente - ha concluso Bocca - chi dovesse votare a favore di una norma che allenta i vincoli dovrà poi risponderne davanti agli italiani. Noi vogliamo continuare ad essere molto ma molto rigorosi».

 

«Confini, non prevarranno ragioni di business»

«Sui confini è partita una discussione surreale, noi non intendiamo fare un passo indietro. Se è necessario chiarire il passaggio dei confini dei piccoli e piccolissimi comuni, questo lo faremo ed è una cosa di buonsenso. Se invece dietro questa scelta si nasconde la voglia di far prevalere l'interesse del business sulla salute, devono sapere che ci troveranno sempre contrari».

«Chi continua a parlare delle ragioni del business - ha aggiunto Boccia - sappia che troverà un muro forte: ci sono prima e sempre le ragioni della protezione della salute e della difesa della vita - ha concluso - questa è la posizione del governo e su questo non faccio passi indietro».

 

«Se maggioranza non regge, parola agli elettori»

«Chi parla di crisi, chi minaccia la crisi, è scollegato completamente dalla vita reale del Paese. Io non trovo il tempo per discutere di cose così surreali, ma se qualcuno nella maggioranza ritiene che queste siano priorità rispetto all'emergenza sanitaria, all'emergenza sociale e all'emergenza economica, che sia conseguente e se ne assuma la responsabilità davanti agli elettori. Di solito quando una maggioranza non regge, la cosa migliore da fare è dare la parola agli elettori». Lo ha detto a Sky Tg24 il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, a margine di un incontro ad Andria sul contrasto al Covid.

«Io - ha aggiunto Boccia - penso che in questo momento gli italiani vogliano una politica seria, credibile e che risolva i problemi. Se la maggioranza regge andremo avanti, se non reggerà penso che l'unica cosa seria da fare è chiedere, dopo che il presidente della Repubblica avrà valutato le sue opzioni, chiedere agli italiani di esprimersi sulla responsabilità delle singole forze politiche».

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