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Allarme spiagge: una su tre sparirà a causa del cambiamento climatico. Da Santa Marinella ad Anzio, quasi azzerato il litorale laziale

Venerdì 28 Agosto 2020
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Allarme spiagge: una su tre sparirà a causa del cambiamento climatico. Da Santa Marinella ad Anzio, quasi azzerato il litorale laziale

I vacanzieri che ogni anno affollano le spiagge di mezza Italia, potrebbero non avere più un posto dove piantare l'ombrellone. Un'inchiesta dell'European Data Journalism Network diffusa da Stopglobalwarming.eu rivela che l'Italia potrebbe perdere ben 1.030,5 km di spiagge entro i prossimi ottant'anni, a causa del cambiamento climatico. Questo signifca che entro il 2100 una spiaggia su tre in Italia non esisterà più. 

Alcune di queste sono mete frequentatissime dai turisti di tutto il mondo, come la spiaggia di San Teodoro in Sardegna o quella di Lignano Sabbiadoro nella Laguna di Venezia, che vedranno le proprie coste erodersi per oltre 600 metri. Nella zona di Rimini, ad esempio le spiagge arretrerebbero mediamente di 40 metri, una quota che può sembrare molto ridotta ma che porterebbe il livello dell'acqua praticamente a ridosso degli alberghi e delle strutture balneari. 

Nel Lazio saranno 6 le località balneari dove la spiaggia sarà soltanto un lontano ricordo: Cerveteri la più colpita dall'erosione con 169 metri di costa persi, segue il litorale romano che perderà potenzialmente 125 metri di spiagge. Poi Tolfa (-122 metri), Pomezia (-116 metri), Minturno (-112 metri) e Nettuno (-111 metri). Ma anche in località molto frequentate come Gaeta, Ladispoli, Ardea, Anzio e Formia ci sarà un'erosione potenziale che farà perdere fino a 90 metri di costa. C'è da precisare che tali modelli sono basati su uno scenario pessimistico e non tengono presente il grado di urbanizzazione della costa, ma sono comunque indicativi di un cambiamento imponente in corso.

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Le spiagge a rischio in Italia


Nel resto d'Italia, le municipalità dove le spiagge andranno quasi sicuramente perse sono 3 su 7 (43%) in Friuli-Venezia Giulia, 5 su 12 (42%) in Veneto, 7 su 13 (54%) in Emilia Romagna,  4 su 25 (16%) nelle Marche, 5 su 16 (31%) in Abruzzo, 2 su 4 (50%) in Molise, 6 su 67 (9%) in Puglia, le municipalità minacciate sul litorale ionico sono 3 su 8 (38%) in Basilicata insieme a una parte delle 12 su 114 (11%) della Calabria, mentre quelle sul litorale tirrenico sono, oltre a quelle calabre, 4 su 42 (10%) in Campania, 6 su 23 (26%) nel Lazio, 5 su 33 (15%) in Toscana e 3 su 47 (6%) in Liguria. In Sicilia e Sardegna, le municipalità con spiagge destinate a svanire nel nulla sono rispettivamente 20 su 111 (18%) e 24 su 62 (19%).

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Le spiagge a rischio nel mondo

Nel mondo, lo scenario peggiore si verificherebbe in Australia (14.849 km), Canada (14.425 km), Cile (6659 km), Messico (5488 km), Cina (5440 km), Stati Uniti (5530 km), Russia (4762 km) e Argentina (3739 km). Molto colpite anche le spiagge delle isole greche di Lefkada e Lesbo rispettivamente nell’Arcipelago Ionico e nel Mare Egeo nord-orientale, quelle di Saint-Tropez in Costa Azzurra e Biarritz nei Paesi Baschi francesi, quelle di Marbella nella costa meridionale spagnola e Santa Cruz nell’Isola di Tenerife (Canarie) e quelle delle isole di San Jorge e San Miguel nell’Arcipelago portoghese delle Azzorre.

Per cercare di risolvere il problema del cambiamento climatico è stata lanciata un'inziativa dei Cittadini Europei che verrà obbligatoriamente discussa se raggiungerà il milione di firme necessarie, a cui è possibile aderire sul sito stopglobalwarming.eu 
 

Cosa è Stopglobalwarming.eu

Stopglobalwarming.eu è l’unica iniziativa già incardinata istituzionalmente, basata su un’idea di 27 premi Nobel, per fare pagare un prezzo minimo sulle emissioni di CO2 e contrastare i cambiamenti climatici e l’inquinamento. La proposta dovrà essere discussa dalla Commissione Europea se sarà raggiunto 1 milione di firme di cittadini europei. L'iniziativa è promossa da Marco Cappato (leader dell’Associazione Luca Coscioni e fondatore di EUMANS! Il movimento di cittadini europei attivo sulle principali tematiche legate alla sostenibilità), insieme a esperti come Alberto Majocchi (Professore Emerito di Scienza delle Finanze all'Università di Pavia) e Monica Frassoni (ex co-Presidente del Partito Verde Europeo). Per raggiungere il milione di firme c’è tempo fino al  20 gennaio 2021.

 

Ultimo aggiornamento: 15:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA