«Spese pazze» con la carta di credito del comune, condannato l'ex sindaco di Segrate

Venerdì 11 Gennaio 2019
È stato condannato a due anni di carcere e al risarcimento di 6.300 euro al comune che ha guidato dal 2010 al 2015 Adriano Alessandrini, l’ex sindaco di Segrate, centro del milanese, processato con rito abbreviato per una serie di “spese pazze” effettuate con la carta di credito di cui disponeva per via del suo mandato. A deciderlo è stato oggi il gup di Milano Alessandra Clemente che ha disposto la sospensione della pena con tanto di non menzione, dopo aver ridimensionato le accuse in base alle quali il pm Paolo Filippini ha chiesto per Alessandrini, ai tempi in quota al centrodestra, una condanna a due anni e quattro mesi.

CONVEGNO DI UFOLOGIA
Il giudice, con una notevole sforbiciata al capo di imputazione, ha ritenuto provati una ventina di episodi sui circa 130 contestati e che riguardano spese per ristoranti, vini costosi ed enoteche, anche il pagamento di vitto e alloggio per i relatori di un convegno sulle forme di vita extraterrestri. Il “Primo meeting internazionale di esobiologia - Città di Segrate” intitolato “Figli delle stelle” si è tenuto al Centro Verdi il 27 e 28 settembre 2013, ma per questo fatto l’ex primo cittadino è stato assolto con la formula «il fatto non sussiste».

Il caso è scoppiato in seguito alla denuncia del Pd locale. La procura milanese ha aperto un’indagine così come la Corte dei conti che nel novembre di due anni fa, per l’ «indebito utilizzo» della carta di credito del comune, ha condannato Alessandrini e l’allora direttore delle relazioni esterne a versare in favore dello stesso Comune 34 mila e 403 euro per danno erariale. Il pm Filippini ha invece contestato spese ingiustificate per circa 24 mila euro. Esborsi che ora, a giudizio del gup, sono scesi a 6.400 euro, somma equivalente al risarcimento. «Ricorreremo in appello - annuncia il difensore, l’avvocato Gabriele Roveda - perché quei soldi sono stati tutti spesi nell’interesse del comune e dei cittadini di Segrate».
PRANZI, CENE E BENZINA
Il 12 luglio 2017 la Corte dei conti ha dichiarato il sindaco colpevole per un danno erariale procurato alle casse comunali di 34.403 euro. Insieme a lui è stata condannata anche la ex dirigente Paola Malcangio, oggi consigliere di opposizione a Cernusco, con la complicità della quale avrebbe utilizzato in modo indebito, per anni, la carta di credito dell’ente. Pagamenti indebiti per spese non riconducibili a impegni istituzionali, di rappresentanza o missioni di Alessandrini, secondo la corte. In molti casi, rilevano i giudici, le spese poste a carico del comune sarebbero risultate prive di ogni valida documentazione contabile o giustificativo, ma nonostante ciò sono state liquidate dal dirigente a cui spettava il controllo. L’organo inquirente contesta la «prassi contra legem» per cui le spese effettuate con la carta di credito assegnata all’ex sindaco non venivano né rendicontate né adeguatamente documentate, «in spregio del preciso obbligo, che grava su chi spende pubblico denaro, di dimostrare in modo puntuale e analitico di aver utilizzato le risorse della collettività in modo coerente con le finalità per le quali le somme sono state messe a disposizione degli amministratori». Le spese contestate e di cui è stata richiesta la restituzione, perché considerate danno erariale, riguarderebbero pranzi e cene per attività e incontri di lavoro personali, non di rappresentanza istituzionale del comune; spese conviviali per colazioni e rinfreschi offerti a soggetti privati; spese di trasporto, carburante e missioni per terze persone, fino al pagamento della tassa annuale di iscrizione all’Ordine dei giornalisti. Pagamenti, è la tesi accusatoria, senza alcuna verifica della rispondenza agli interessi e all’utilità della città di Segrate, «oltre che dei presupposti di necessità e congruità», e «nell’esclusivo interesse meramente privato dei partecipanti». Il legale di Alessandrini ha presentato ricorso.
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