Trieste, la madre del killer: la sera prima sentiva voci, mio figlio è malato, chiedo perdono

Sabato 5 Ottobre 2019
4
Trieste, fratello indagato si era barricato in ufficio. La madre: chiedo perdono

«Mi dispiace tanto, non so come chiedere perdono a queste famiglie. Prego Dio che dia loro pace e che un giorno possano perdonare». A parlare è Betania, la madre di Alejandro Augusto Stephan Meran, 29 anni, di origini dominicane, il giovane indagato per la sparatoria avvenuta ieri in Questura a Trieste in cui sono morti due agenti. La donna ha rivelato che il figlio, affetto da disagio psichico, la sera prima «sentiva le voci».

Trieste, post di chef Rubio scatena bufera. Fratello di Demenego: ti auguro di perdere un caro
Trieste, i carabinieri uccisi: Pierluigi, la passione della divisa come il papà. Matteo stava per sposarsi

«Mi dispiace per quello che ha fatto - ha aggiunto commossa - cosa si può dire ad un padre che perde un figlio o a un figlio che perde il padre? Non c'è nulla che si possa dire per confortare un dolore così». La sera prima della sparatoria in Questura l'indagato diceva alla madre che «non riusciva a dormire. Sentiva delle voci, che lo stavano perseguitando e lo volevano ammazzare. Cercavo di calmarlo dicendogli di stare tranquillo, di dormire e che sarebbe passato. E mi diceva: mamma non senti la voce? Non lo vedi? Mi vuole uccidere». Il giovane «ha problemi psichici ed era in cura in Germania prima che arrivassimo in Italia».

Non è ancora chiaro il ruolo avuto nella sparatoria dal fratello di Alejandro Augusto Stephan Meran. Dopo che Alejandro ha sparato e colpito i poliziotti, il fratello Carlysle Meran si è barricato all'interno dell'ufficio di prevenzione generale e soccorso pubblico della Questura di Trieste. Secondo la ricostruzione, l'uomo, una volta sentiti i colpi di pistola, impaurito e sotto choc, ha sbarrato la porta dell'ufficio spostando una scrivania. Poi, non udendo più gli spari, è scappato nei sotterranei dell'edificio, dove è stato individuato e bloccato da alcuni agenti.

I due fratelli hanno abitato fino allo scorso maggio nel comune di Ponte nelle Alpi (Belluno). Entrambi si trovavano nel bellunese grazie a due permessi di soggiorno rilasciati tuttavia da un'altra questura italiana. Rispetto ad eventuali illeciti registrati in Veneto, il solo Carlysle risulta essere stato denunciato per il reato di possesso di oggetti atti ad offendere, essendo stato trovato, nel corso di un controllo di polizia, in possesso di una scimitarra.

 

Ultimo aggiornamento: 6 Ottobre, 00:27 © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Vacanze studio all’estero: «Ciaone» e zero contatti

di Raffaella Troili

Visita i Musei Vaticani, la Cappella Sistina e San Pietro senza stress. Salta la fila e risparmia

Prenota adesso la tua visita a Roma