Bologna, custode uccide il ladro sotto casa: «Volevo solo spaventarlo». Ipotesi legittima difesa

Venerdì 6 Dicembre 2019 di Claudia Guasco

Cinque colpi sparati da due finestre con un revolver calibro 38, regolarmente denunciato così come le altre armi che possiede. «Volevo solo spaventare i ladri e farli fuggire, non ho mirato a nessuno», si è difeso davanti alla pm Manuela Cavallo. Ma quello che, nelle intenzioni di Stefano Natalini, 68 anni, doveva essere un avvertimento, si è trasformato in un colpo mortale per un ventenne, ancora senza identità perché le sue impronte digitali non sono presenti nella banca dati. Ora Natalini è indagato per omicidio preterintenzionale.

Bologna, il custode di una villa uccide un ladro sparando dalla finestra: indagato

ALTRI COLPI IN ZONA
Erano le cinque di ieri mattina quanto l'uomo, custode di una grande villa nobiliare nelle campagne di Bazzano, nel bolognese, ha sentito il rumore di un cancelletto esterno. Poi qualcuno che, armeggiando con la serratura della porta, cercava di entrare nella sua abitazione, la dependance della dimora storica a lui affidata dal proprietario. Il custode ha afferrato la pistola e ha sparato «in aria, per far scappare ii malviventi», ha ripetuto. Mentre la moglie chiamava i carabinieri, Natalini è uscito e solo allora si è accorto dell'uomo riverso a terra a venti metri da casa, morto, con una torcia accanto e disarmato. Nel pomeriggio marito e moglie sono stati ascoltati dalla pm, la procura fa sapere che «cercherà di verificare le modalità di esplosione del colpo, ragionando sugli spazi di applicabilità della legittima difesa o dell'eccesso colposo, alla luce del punto dove sarebbe stata attinta la persona deceduta».
 

 

La perizia balistica sarà fondamentale per stabilire la distanza e l'angolazione degli spari e da dove sono stati esplosi. L'autopsia dirà come l'uomo è stato colpito. «Lo ha fatto per intimorirli e allontanarli», assicura il difensore del custode, Giovanni Donati. «Natalini ha sparato verso la campagna, in un punto dove non c'erano luci e non c'erano torce. Lui in quel momento li aveva sotto, se avesse voluto colpirli avrebbe potuto sparare direttamente in basso per centrarli. Aveva già subito furti, era spaventato». Certo è che la porta d'accesso di un capanno di servizio, sempre nell'area della villa, è stata manomessa e sono stati portati via alcuni attrezzi agricoli rinvenuti poco distante. E non sarebbe l'unico colpo segnalato. I carabinieri stanno raccogliendo elementi per fare luce su altri furti che sono stati messi a segno sempre nella notte. «Verso l'una e mezza è suonato l'allarme di casa mia , dalle telecamere di sicurezza ho visto un gruppetto di persone che si aggirava nei campi», ha riferito un vicino, titolare di un'azienda agricola.
 

SICUREZZA
Il sindaco Pd di Valsamoggia, Daniele Ruscigno, è esasperato e avvilito: «Ciò che è successo rappresenta il fallimento dello Stato», afferma. «Ci sarà il via alle solite parole inutili. E alle promesse mai mantenute. Dovevano arrivare più militari. Zero in più ne sono arrivati. Dovevano arrivare risorse. Zero in più ne sono arrivate. Basta prendere in giro le comunità. Andate in ferie tre mesi e ci lasciate il ministero. Veniamo in dieci sindaci e proponiamo noi qualche soluzione concreta, non dei tweet. Poi potete tornare al vostro cinema quotidiano». Nell'Emilia in campagna elettorale, la sicurezza è un tema caldo. «Quando c'è di mezzo un morto è sempre un dramma, ma io sto sempre con chi si difende», mette in chiaro la candidata governatrice leghista Lucia Borgonzoni. E il leader Matteo Salvini ribadisce: «La difesa è sempre legittima. Se i ladri invece di entrare in casa altrui fossero andati a lavorare, oggi starebbero tutti bene».

Ultimo aggiornamento: 07:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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