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Sorelline morte nel campeggio, Malak al padre: «Non respiro, ti voglio bene». Dubbi sullo stato dell'albero: «Era marcio»

Martedì 1 Settembre 2020
Sorelline morte nel campeggio, Malak al padre: «Non respiro, ti voglio bene». Dubbi sullo stato dell'albero: «Era marcio»

«Non respiro, ti voglio bene». Sono queste le ultime parole rivolte al padre da Malak, la ragazzina di 14 anni morta insieme alla sorellina di 3 anni sotto il peso di un albero che si è abbattuto su di loro a causa del forte maltempo in un camping di Marina di Massa. Hicham Lassiri, il padre delle due bambine, ora vuole giustizia e verita: «Ho visto le mie due figlie sdraiate sul lettino dell'obitorio una accanto all'altra: sembravano due angeli addormentati. Io lo so, andranno sicuramente in paradiso. Ma intanto spero che qui sulla terra sia fatta giustizia, perché quell'albero non doveva cadere addosso a loro. Era tutto marcio e doveva essere tagliato prima. Io non voglio accusare nessuno, ci sono le indagini per questo. Chiedo solo giustizia e verità».

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«Ci ha svegliato il rumore del vento. Un boato - aggiunge il padre -. Dopo pochi secondi è caduto l'albero. Jannat, la piccolina, non la vedevo. Mi sono avvicinato a Malak che aveva un taglio sulla fronte e mi diceva "Papà non riesco a respirare, non ce la faccio". Io le ho risposto: Non mi lasciare, ti prego non mi lasciare ma lei mi ha guardato e ha detto "Non posso. Vi voglio bene". Queste sono state le sue ultime parole. Poi è svenuta e non si è più svegliata».

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Lassiri spiega di non sentirsela «di tornare al campeggio e vedere i giochi e i vestiti sparpagliati delle mie bambine. Ci sono tornato domenica pomeriggio per riprendere mio figlio che avevamo lasciato lì in compagnia mentre io e mia moglie eravamo all'ospedale. Siamo arrivati alle 4 e ho visto che stavano tagliando alcuni alberi. Allora mi chiedo: forse quegli alberi andavano tagliati prima? Forse anche l'albero che è caduto addosso alle mie figlie andava tagliato prima? Non c'è stata una tromba d'aria, solo un vento forte. Spero che si scopra la verità». «Ora io mi domando: si può morire per un albero?».
 

 

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