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Slot, l'allarme dei presidi: un pericolo per gli studenti. Pressing per una legge sulla ludopatia

Il presidente nazionale Giannelli: «Giusta la scelta delle Regioni di tutelare i ragazzi»

Slot, l'allarme dei presidi: un pericolo per gli studenti. Pressing per una legge sulla ludopatia
di Lorena Loiacono e Cristiana Mangani
4 Minuti di Lettura
Mercoledì 20 Luglio 2022, 06:38 - Ultimo aggiornamento: 21 Luglio, 08:35

Entreranno in vigore il 28 agosto prossimo le norme regionali sui cosiddetti distanziometri per contrastare il gioco d'azzardo. I primi ad attuarle saranno il Trentino Alto Adige e il Lazio. Poi toccherà alla Calabria. A meno, naturalmente, dell'ennesima proroga. Sì, perché una regolamentazione delle sale gioco e di chi ci spende la vita dentro, si sta cercando di farla almeno dal 2013. E ora, davanti alla difficoltà da parte della politica di riuscire ad approvare una legge complessiva, si va avanti con quelle regionali, nel tentativo di fare ordine in un settore complesso e che ha coinvolto adulti, anziani, ma anche tanti bambini e adolescenti che arrivano a giocarsi le paghette a lotterie e slot machine, reali e virtuali.

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Ecco perché nelle leggi contro il gioco d'azzardo sono previste precise distanze delle sale bingo, circa 500 metri, dalle scuole, dalle chiese, dagli ospedali e dai bancomat. Perché i rischi sono evidenti. Una indagine di qualche tempo fa ha destato grande preoccupazione tra gli operatori del settore. È emerso che un ragazzo su cinque che ha tra i 10 e i 17 anni, frequenta abitualmente sale da gioco. Un bambino su quattro tra i 7 e i 9 anni ha già usato almeno una volta i suoi soldi per tentare la fortuna con Gratta&vinci e lotterie varie. Sempre più facilmente entrando in una sala può capitare di vedere ragazzi chiedere ad adulti di giocare per conto loro (essendo vietato alle ricevitorie accettare scommesse da minori).


L'ADDETTO AI LAVORI
Le scuole, i professori, gli psicologi e i pediatri sono in campo da tempo per tentare di contenere il fenomeno. «È necessario tenere a debita distanza dalle scuole le slot machine - sottolinea Antonello Giannelli, presidente dell'Associazione nazionale dei presidi - per evitare che i ragazzi si avvicinino a quella realtà tanto pericolosa e che diventi per loro un passatempo. Rappresenta purtroppo un rischio concreto che gli adolescenti sviluppino forme di ludopatia. Sono quindi assolutamente d'accordo con il fatto che le slot restino il più lontano possibile dalle scuole, quindi dagli adolescenti. La ludopatia - aggiunge Giannelli - spesso viene sottovalutata ma è una forma di dipendenza molto grave: il gioco con le slot non è una droga in senso proprio ma sviluppa effetti analoghi. Ci sono scuole che organizzano per gli studenti degli incontri con gli esperti, avviene soprattutto quando si ritiene che ci siano avvisaglie preoccupanti sul territorio, tra gli alunni».


Nel frattempo, le Associazioni da sempre in prima linea per tentare di limitare i danni provocati da questo tipo di dipendenze continuano a spingere sugli enti locali, sul ministero, nella speranza che almeno alcune regole vengano attuate in tutta Italia e non a macchia di leopardo. Nel Lazio, in particolare, sono passati nove anni da quando si è cominciato a parlare di distanziamenti delle sale bingo dai luoghi sensibili. I primi di aprile la bozza della legge delega è stata trasmessa dal ministero dell'Economia alla presidenza del Consiglio dei ministri, in attesa di qualcosa di più concreto. Anche se, intanto, a livello locale, gli amministratori si sono mossi ognuno per conto proprio.


GLI SCENARI
Dal 28 agosto la legge regionale dovrebbe partire in Trentino Alto Adige e nel Lazio, e la speranza è che questa volta avvenga realmente. «Gli scenari possibili sono due - spiega Maurizio Fiasco, sociologo, presidente di Alea (Associazione scientifica per lo studio del gioco d'azzardo e dei comportamenti a rischio), tra i maggiori esperti di ludopatia in Italia - che si proceda con una nuova proroga, oppure che si vada avanti con la legge sui distanziometri. Immaginare un nuovo rinvio mi sembra difficile, perché ormai l'indignazione è tanta, la prossima primavera si andrà al voto, e il tema è uno di quelli tra i più delicati».
Per l'esperto «la separazione dai luoghi della vita quotidiana è una regola base». «In questi anni - aggiunge - è cambiato radicalmente il quadro normativo: sono state approvate diverse leggi regionali per disciplinare la materia, centinaia di Comuni hanno adottato regolamenti ad hoc. Finalmente, e solo nel 2017, il disturbo da gioco d'azzardo è stato inserito nei livelli essenziali di assistenza (Lea)». Fiasco ritiene anche che, all'interno di una legge nazionale, sarebbe necessario inserire tre-quattro elementi fondamentali: riduzione della frequenza davanti alle slot machine, interruzioni programmate e imposte da chi gestisce le sale, franchigie sull'orario e tre fasce orarie in cui il gioco non è ammesso. Un esperimento che è stato attuato a Bergamo e che ha ridotto del 25% la frequenza nelle sale.
 

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