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Siccità, sindaci limitano uso dell'acqua: dal parrucchiere alle piscine, multe (anche) di mille euro

Nei dispositivi le limitazioni dall'innaffiamento al lavaggio dell'auto

Siccità, sindaci limitano uso dell'acqua: dal parrucchiere alle piscine, multe (anche) di mille euro
di Gianluca De Rossi
4 Minuti di Lettura
Lunedì 27 Giugno 2022, 17:24 - Ultimo aggiornamento: 28 Giugno, 11:05

È allarme siccità in tutta Italia, e i sindaci firmano ordinanze per limitare l’uso dell’acqua. A Milano, ad esempio, divieti di prelievo idrico soft, che vanno dalle limitazioni all'innaffiamento di giardini e prati, con l’esclusione del verde pubblico e arbusti appena piantati, e poi limitazioni nel lavare le auto, ad eccezione del servizio professionale negli autolavaggio, per arrivare infine al riempimento di fontane ornamentali e piscine in aree private, dove viene consigliato di conservare l’acqua con i trattamenti speciali. Il diktat, dunque, è non sprecare la risorsa idrica.

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Siccità: le ordinanze dei sindaci

Mentre tutta l'Italia presto sarà in zona rossa per la siccità, i sindaci delle città stilano la lista dei divieti di utilizzo dell'acqua per preservarla, prima di arrivare ad interventi drastici anche in centri abitati di dimensioni maggiori.

Quindi, si chiudono sempre più rubinetti, si attivano dighe e bacini. La siccità, tuttavia, continua a mettere in crisi non solo il mondo dell'agricoltura, ma anche l'approvvigionamento idrico delle famiglie.

Parrucchieri

L'ordinanza emessa dal Comune di Castenaso, nel Bolognese, limita l'utilizzo dell'acqua per parrucchieri e barbieri, che potranno effettuare un solo lavaggio della testa ai clienti oltre al risciacquo. E la disposizione resterà in vigore fino al 30 settembre. Il provvedimento per il contenimento dell'uso dell'acqua rigurada anche lo stop all’utilizzo di acqua potabile per l’innaffiamento di orti e giardini, il lavaggio di auto e il riempimento di piscine.

Orti e giardini

Sono molti i Comuni in tutta Italia che hanno emesso ordinanze per vietare l'uso dell’acqua per scopi extra-domestici, come a Verona, ad esempio, dove l’utilizzo dell'acqua è permesso solo nelle ore notturne. E a Bologna è vietato dalle 8 alle 21 annaffiare l’orto privato, ma il divieto si sposta di qualche ora, dalle 10 alle 18, per gli orti comunali. A Civo, in provincia di Sondrio, poi, l’innaffiamento è concesso solo tra le 22 e le 24, e tra le 5 e le 7, Comune che chiuso tutte le fontane e lavatoi pubblici, vietando a «chiunque di manomettere saracinesche o altri componenti di fontane e lavatoi».

A Pergine Valsugana, nella provincia autonoma di Trento, si è scelto invece di limitare l'utilizzo della risorsa idrica in altro modo: l'innaffiamento è concesso sempre ma va fatto utilizzando solamente «piccoli innaffiatoi manuali indicativamente da circa 12 litri di capienza».

A Pieve di Teco, in provincia di Imperia, si è posto un tetto massimo al consumo giornaliero d'acqua: 200 litri
d’acqua al giorno per utenza, pena l’interruzione immediata del servizio.

Le multe

Sono davvero salate le sanzioni previste in tutte le ordinanze dei Comuni, e per i trasgressori vanno da 25 a 500 euro. Ma c'è chi si spinge più in la, fissando il massimo della multa a mille euro, con il permesso di
pagamento in misura ridotta entro 60 giorni dalla notifica della sanzione.

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