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Siccità, sale l'allerta. Il ministro Patuanelli: «Inevitabile dichiarare uno stato di crisi»

Allarme colture in Piemonte, acque del Po mai così basse in 70 anni

Siccità, sale l'allerta. Il ministro Patuanelli: «Inevitabile dichiarare uno stato di crisi»
2 Minuti di Lettura
Sabato 18 Giugno 2022, 15:59

«Credo sia inevitabile dichiarare uno stato di crisi rispetto alla siccità. Abbiamo intere aree del paese ed europee che non vedono pioggia da mesi. L'aumento dell'energia è cominciato a settembre dopo un fine estate senza vento al nord che ha portato ad una minore produzione di energia e questo ha portato ad un aumento delle riserve del gas. La transizione ecologica deve essere concreta, con tutti gli attori allo stesso tavolo a prendere decisioni comuni». A dirlo è stato a Gaeta il ministro alle politiche agricole Stefano Patuanelli durante il Blue Forum Italia Network.

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«I prossimi 15 giorni saranno quelli cruciali per salvare le colture e per questo è stata avanzata la richiesta di disponibilità a rilasciare la massima acqua possibile, al netto delle esigenze del settore idroelettrico altrettanto strategico». Così nell'incontro col comparto l'assessore regionale piemontese all'Ambiente, Matteo Marnati, cui il presidente, Alberto Cirio, ha affidato il tavolo per l'emergenza idrica. «Nei prossimi giorni - ha aggiunto - si avrà contezza di tutte le iniziative locali in campo. Agli operatori, aggiunge, va il ringraziamento della Giunta regionale per la sensibilità e la disponibilità dimostrata».

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È allarme siccità anche per Coldiretti, secondo cui il livello idrometrico del fiume Po al Ponte della Becca (Pavia) è sceso a -3,7 metri su livelli più bassi da almeno 70 anni. In sofferenza anche i grandi laghi, come il Maggiore, sceso al minimo storico con on un grado di riempimento del 22%, mentre quello di Como è al 25%. Una situazione «drammatica», secondo Coldiretti, in un 2022 segnato fino ad ora da precipitazioni praticamente dimezzate, con la mancanza di pioggia che in alcune zone dura da quasi tre mesi con il ricorso alle autobotti, razionamenti e misure restrittive anche per innaffiare orti e giardini.

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