Gli 007 italiani: «In aumento i rigurgiti neonazisti, resta forte la minaccia del terrorismo islamico»

Lunedì 2 Marzo 2020 di Cristiana Mangani
Il direttore dell'Aise, il premier Conte, il direttore del Dis Vecchione, e il direttore dell'Aisi, Parente
Le minacce all'economia nazionale e l'arma cibernetica, il terrorismo di matrice islamica e la deriva neonazista che preoccupa l'Europa. E poi l'immigazione clandestina e il conflitto in Libia. Sono le tracce principali, quelle che destano maggiore preoccupazione, e che vengono indicate nella Relazione annuale dei servizi segreti al Parlamento, presentata dal direttore del Dis Gennaro Vecchione, insieme con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, e i due capi dell'Aise e dell'Aisi, Luciano Carta e Mario Parente. 

«La morte di al Baghdadi ha avuto una grossa risonanza - sottolinea Vecchione -  e la minaccia eversiva del terrorismo jihadista rimane elevata. Daesh ha mantenuto postura e orizzonti, con la ridefinizione degli assetti organizzativi e di comando e continuando a istigare i suoi adepti. Il Califfatto è tornato a essere un fine. Daesh è
particolarmente vitale in territori di origine si sta sviluppando in contesti africani e asiatici
». Gli 007 escludono, però, nella loro analisi che esistano collegamenti tra i combattenti jihadisti e l'utilizzo dei canali migratori per raggiungere l'Europa. Esiste, invece, riguardo alla rotta tunisina, la presenza di «reti criminali italo-tunisine» coinvolte oltre che nel traffico di migranti anche nel contrabbando di tabacchi e nel traffico di droga. La Relazione segnala inoltre due fenomeni connessi alla tratta: il ricorso alle "navi madre" e un aumento degli sbarchi fantasma.

Resta una forte minaccia per l'equilibrio del Mediterraneo il conflitto in Libia che - considerano - «non ha depotenziato le organizzazioni che gestiscono la tratta» che, anzi, hanno mostrato «particolare duttilità
nell'adeguare il proprio modus operandi». Piuttosto, ha «indebolito il presidio sul territorio» da parte delle autorità
e portato alla «chiusura di alcuni centri di raccolta, con relative ripercussioni sulla capacità di gestione dei migranti». Ecco - viene ribadito dagli analisti - c'è la «necessità, concreta e urgente, che l'Europa risponda ad un fenomeno che la investe nella sua interezza esprimendo una posizione unitaria e condivisa».

L'attenzione e l'allerta crescono anche per il terrorismo interno. E questo perché
«sono emersi insidiosi rigurgiti neonazisti, favoriti da una strisciante, ma pervasiva propaganda virtuale attraverso dedicate piattaforme online. I profili più esposti, come emerge dalla casistica delle azioni, sono quelli dei più giovani. C'è il rischio che anche ristretti circuiti militanti o singoli simpatizzanti italiani possano subire la fascinazione dell'opzione violenta»

Il monitoraggio informativo ha posto in luce come - prosegue la relazione degli 007 - accanto a formazioni strutturate e ben radicate sul territorio, si sia mossa una nebulosa di realtà skinhead e aggregazioni minori, alcune delle quali attive soltanto sul web. Una galassia militante frammentata, che si è caratterizzata per una comunanza di visione su alcuni temi, quali la rivendicazione identitaria e l'avversione all'immigrazione, al multiculturalismo e alle Istituzioni europee. Le maggiori compagini hanno proseguito nell'opera di accreditamento e inserimento nel tessuto sociale, con iniziative propagandistiche e mobilitative, specie nelle periferie urbane, volte a coinvolgere i contesti giovanili e le fasce popolari più svantaggiate, cavalcando tensioni e problematiche socio-economiche, legate all'emergenza abitativa e occupazionale, alla questione migratoria e alla sicurezza. Una inclinazione, non nuova, ad innestarsi sulle situazioni di disagio, polarizzandole, che non ha mancato di produrre effetti rilevanti per l'ordine pubblico, come avvenuto nella Capitale, nei casi in cui le contestazioni contro i centri di accoglienza e l'assegnazione di alloggi a stranieri e Rom sono sfociate in scontri di piazza. Si è inoltre consolidata la tendenza ad ampliare gli spazi di mobilitazione verso il fronte ambientalista e animalista
».

Ampi capitoli vengono poi dedicati all'arma cibernetica in tutte le sue declinazioni, «strumento privilegiato - sottolinea ancora il capo del Dis - per manovre ostili, che viene utilizzata per indebolire la tenuta dei sistemi democratici occidentali: si tratta di sistemi che possono mettere a rischio le stesse esistenze dei Paesi».





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