Unica femminuccia in prima elementare con 5 maschi, i genitori si rivolgono al Tar: «Così non ha amichette»

La scuola replica: «Abbiamo applicato ciò che dice il regolamento d’istituto, attendiamo l’esito della vertenza»

Unica femminuccia in prima elementare con 5 maschi, i genitori si rivolgono al Tar: «Così non ha amichette»
di Lorenzo Mayer
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Venerdì 16 Settembre 2022, 08:37 - Ultimo aggiornamento: 17 Settembre, 18:45

Unica femmina in una classe di prima elementare con soli sei alunni, di cui cinque maschi. A Pellestrina (Venezia) c’è una principessa triste che, a scuola, non ha amichette con cui giocare. Succede alla scuola elementare “Zendrini”, l’unica scuola elementare dove sono state istituite due prime: una con 22 alunni (12 maschi e 10 femmine) e l’altra con 6 allievi (5 maschi e una femmina). I genitori della bimba sono pronti al ricorso al Tar contro questa composizione delle classi. Chiedono, in pratica, che le due classi possano essere formate in modo più omogeneo, garantendo una presenza di entrambi i sessi. Per questo, non essendo stata esaudita questa richiesta, si sono affidati alle vie legali con una prima diffida inviata dall’avvocato Rodolfo Romito del foro di Padova, all’istituto comprensivo “Franca Ongaro” del Lido e Pellestrina. Ma anche questo atto formale non ha sortito alcun effetto, perciò è pronto a partire dalla famiglia della bambina il ricorso al Tar.

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IL RICORSO «Abbiamo saputo che la bambina era inserita in una classe sola con 5 maschietti solo una settimana prima l’inizio della scuola. Altrimenti avremmo potuto fare scelte diverse, eventualmente anche aspettare un anno visto che la bimba è anticipataria. Avevamo già comprato diario, cartella e tutto l’occorrente, lei era entusiasta di iniziare la scuola e fare retromarcia, avrebbe potuto fare, anche psicologicamente, un danno peggiore». Infatti la piccola alunna, nata nel 2017, compirà 6 anni nel 2023, ma come previsto dalla legge, può frequentare la prima già quest’anno. «Chiediamo - prosegue la famiglia - che la bimba possa essere inserita in una classe dove possa trovare anche delle compagne, non solo maschi, anche per il benessere psicologico della bimba». Ci sono però alcuni vincoli: la classe in cui inserita sulla carta vede 7 iscritti, ma l’altra bambina ha optato per l’istruzione parentale da casa e non andrà in classe per tutto l’anno scolastico. La classe più numerosa può arrivare non oltre 22 perchè in classe c’è una disabilità e non si può derogare oltre. In questo modo sono state accolte tutte le richieste di tempo pieno. L’altra classe invece ha solo due rientri. «Se fosse stato per un anno - chiude la famiglia - avremmo stretto i denti, ma così vuol dire per cinque anni senza che nostra figlia possa avere amiche con cui giocare a scuola. Ci sembra una ingiusta “condanna”. Dal canto suo l’istituto risponde così: «Abbiamo applicato ciò che dice il regolamento d’istituto - spiega la dirigente dell’istituto comprensivo Chiara Leone - questa conformazione è così in quanto la bambina è anticipataria e perciò viene assegnata dove c’è posto. Pensavo che avere due prime classi a Pellestrina potesse essere un orgoglio per l’istituto, i genitori hanno intrapreso le vie legali, dunque attendiamo l’esito della vertenza».

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