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Lezioni a distanza, Azzolina scrive a Fontana: «Trovi altre soluzioni». Sala: «Ci opporremo»

Giovedì 22 Ottobre 2020

« La scelta della Regione Lombardia di imporre la didattica a distanza per le scuole secondarie «appare come una imposizione che non tiene conto delle specificità dei contesti territoriali e degli enormi sforzi compiuti da tutta la comunità scolastica, a cui va il mio ringraziamento, per garantire il corretto avvio e l'ordinario svolgimento dell'anno scolastico». Lo scrive il ministro dell'Istruzione, Lucia Azzolina, al presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. «In una fase così complessa per la Nazione, desidero invitarla a lavorare insieme a tutte le istituzioni coinvolte, per trovare soluzioni differenti da quella adottata, nel rispetto del diritto alla salute dei cittadini e del diritto allo studio dei nostri studenti e delle nostre studentesse», aggiunge il ministro.

«Le chiedo di contribuire, con oculatezza, attenzione e capacità di confronto, in spirito di unità e responsabilità collettiva, a garantire pienamente il diritto all'istruzione delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi». Il ministro ricorda che «il Dpcm del 18 ottobre 2020 ha previsto indicazioni molto chiare per la gestione delle misure da adottare con riferimento alle istituzioni scolastiche, prevedendo in primo luogo la prosecuzione, in ogni caso, in presenza, delle attività didattiche ed educative della scuola dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione». 

Sindaci contrari

La Azzolina si unisce all'appello del sindaco di Milano Giuseppe Sala. «Siamo totalmente contrari e lo voglio dire con chiarezza alla sola didattica a distanza per le superiori. Ci opporremo», ha detto iGiuseppe Sala, a Rtl 102.5 parlando dell'ordinanza della Regione Lombardia che prevede la didattica a distanza per le scuole superiori. «Non ha senso in questo momento, bisogna alternare didattica in presenza e a distanza così deve essere per tutti gli ordini di scuole - ha aggiunto -. In questa ordinanza della Regione Lombardia, uscita ieri un pò in velocità, noi sindaci l'abbiamo vista ma eravamo concentrarci sul tema del coprifuoco. Questa cosa ci è scappata e da quando ce ne siamo accorti ci stiamo opponendo tutti, oggi alle 13 incontreremo di nuovo in video il presidente Fontana.  La scuola deve essere l'ultima a chiudere, poi ovviamente nessuno di noi ha la sfera di cristallo, vedremo come andranno le cose, ma al momento no. Con buonsenso, perché un pò di alternanza ci sta, ma non si può chiudere adesso».

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«Qui bisogna conciliare la fretta nel fare le azioni con la comunicazione, prima di parlare agli italiani bisogna veramente condividere le cose.  Faccio un esempio, io rispetto molto il presidente del Consiglio ma l'idea di scaricare sui sindaci la chiusura di piazze, di vie - ha aggiunto - improvvisata senza che noi sapessimo niente è sbagliata. Ma non tanto perché si dà la responsabilità ai sindaci. Ad esempio, per chi conosce Milano, chiudo corso Como? Chi vuole si trasferisce in piazza Gae Aulenti che è a 150 metri, chiudo anche Gae Aulenti e vanno al quartiere Isola. Queste cose vanno pensate, vanno verificate con chi sta sul territorio». In questo momento secondo Sala «servono nervi saldi ma prima di parlare bisogna pesare parola per parola e condividere tutto, perché poi ci siamo noi sul territorio a fare funzionare le cose». 

 

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Ultimo aggiornamento: 15:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA