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Sciopero Ryanair tra ritardi, inflazione e crisi carburante: l'estate nera del trasporto aereo

Iberia ha dichiarato che da marzo circa 15.000 passeggeri hanno perso le coincidenze dei loro voli

Sciopero Ryanair tra ritardi, inflazione e crisi carburante: l'estate nera del trasporto aereo
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Sabato 18 Giugno 2022, 16:49 - Ultimo aggiornamento: 17:04

Due problemi enormi stanno strangolando il settore dei viaggi e in particolare quello del trasporto aereo: mancanza di personale e aumento dei costi di gestione e del carburante in primis. Non è una buona notizia per chi ha già prenotato un volo e per chi lo deve ancora prenotare. Un numero che descrive bene il caos negli aeroporti: a causa delle lunghe code al controllo passaporti, Iberia ha dichiarato che da marzo circa 15.000 passeggeri hanno perso le coincidenze dei loro voli. E si  prevede che il numero di coloro che perderanno le coincidenze durante i prossimi mesi estivi sarà ancora più alto, perché la domanda di viaggi continua ad aumentare ogni giorno dopo l'allentamento delle regole di viaggio. 

Notizia di servizio, importante per chi viaggia sabato 25 giugno. Ryanair ha indetto uno sciopero di 24 ore in ItaliaSpagna, Portogallo, Francia e Belgio. Scioperano piloti e assistenti di volo della compagnia aerea Ryanair, Malta Air e della società CrewLink. A proclamare la protesta Filt Cgil e Uiltrasporti «visto, dopo lo sciopero dello scorso 8 giugno, il perdurare dell'impossibilità di avviare un confronto dedicato alle problematiche che da mesi affliggono il personale navigante», affermano. 

Alllacciate le cinture di sicurezza, insomma. Perché questa è un'estate molto particolare per chi si sposterà. Che il mondo abbia ricominciato a viaggiare quasi con la stessa frequenza che si registrava in epoca pre Covid (i numeri attualmente non sono ancora quelli del 2019 però) lo dimostra proprio il fatto che gli aeroporti siano andati in crisi: le lunghe code in alcuni scali britannici, i disagi e i rallentamenti ad Amsterdam, Dublino e Toronto. Cos'è che rallenta il sistema? 


Uno dei motivi è l'autorizzazione della sicurezza. Rilasciare ai nuovi assunti il cosiddetto "badge sicurezza" è una procedura molto lunga: prima durava tre o quattro settimane, ora ci vogliono anche tre mesi in Gran Bretagna, ha dichirato Willie Walsh, direttore generale dell'Associazione internazionale del trasporto aereo (IATA).

«Senza dubbio, quello che stiamo vedendo al momento è una domanda molto, molto forte in tutto il mondo. È più forte di quanto ci aspettassimo», ha Detto Walsh aggiungendo che il traffico si sta muovendo verso il raggiungimento dei livelli del 2019 nel 2023, anziché nel 2024 come previsto in precedenza.

Un altro motivo che mette in crisi il settore è il prezzo del petrolio. Ricordiamo infatti che l'Unione Europea ha messo un embargo al petrolio russo che diventerà definitivo a fine anno. Questi costi verranno inevitabilmente trasferiti sui passeggeri.

In Italia i disagi più grandi (ritardi e cancellazioni) si sono registrati lo scorso 8 giugno a causa dello sciopero dei controllori del traffico aereo.

Altra potente incognita è lo scenario che si delineerà tra inflazione e possibile aumento della disoccupazione. E,erge in un comunicato di ieri dell'Associazione internazionale del trasporto aereo. Il basso tasso di disoccupazione e l'alto livello di risparmio, insieme al forte desiderio di compensare la mancanza di viaggi degli ultimi due anni viaggi negli ultimi due anni, farà sì che quest'anno il traffico aereo cresca in modo sostenuto, nonostante gli elevati tassi di inflazione. Il rischio che la disoccupazione aumenti nel 2023 e che di conseguenza i risparmi precauzionali si esauriscano però è maggiore. Potrebbe dunque esserci un potenziale rallentamento della crescita della domanda di trasporto aereo l'anno prossimo. D'altra parte, il basso tasso di disoccupazione comporta qualche problema anche per l'industria del trasporto aereo. Con una carenza di manodopera, che è già una realtà, e la mancanza di lavoratori altamente qualificati, potrebbe esserci una ulteriore pressione sulle compagnie aeree per attrarre nuovi talenti in un mercato del lavoro già altamente competitivo. 

Last but non least, il settore dei viaggi è attraversato da cambiamenti profondi: c'è anche la questione ambientale. Le compagnie aeree devono raggiungere le emissioni nette di carbonio zero entro il 2050.

 

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