Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Sara Pegoraro uccisa da un'overdose, l'ultimo sms all'amica del cuore: «Aiutami, devo andare al Sert»

Sara Pegoraro
di Maria Elena Pattaro
3 Minuti di Lettura
Giovedì 30 Giugno 2022, 09:04 - Ultimo aggiornamento: 13:51

VILLORBA - Stroncata da un'overdose di eroina a 26 anni: continuano le indagini sulla morte di Sara Pegoraro, la modella trevigiana trovata morta venerdì sera nella casa di Villorba in cui viveva insieme alla madre. Al setaccio degli inquirenti ci sono ora le frequentazioni e i contatti della ragazza, a caccia del pusher che le ha ceduto la dose fatale. I carabinieri stanno sentendo parenti e famigliari per ricostruire nel dettaglio le ultime ore di vita della modella. Si scandaglia anche negli ambienti dello spaccio per capire come si sia procurata lo stupefacente.

Sara Pegoraro, ad uccidere la modella un'overdose di eroina: è caccia allo spacciatore

L'INCHIESTA
La Procura di Treviso ha aperto un fascicolo per morte in conseguenza di altro reato. Il sostituto procuratore Anna Andreatta, titolare dell'indagine, ha disposto le analisi del sangue per avere la conferma sul tipo di sostanza di cui la ragazza avrebbe fatto uso e con tutta probabilità nei prossimi giorni verrà effettuata anche l'autopsia. Da una prima ricostruzione il decesso sarebbe stato provocato appunto da un'overdose di eroina. Saranno i risultati delle analisi a chiarire se lo stupefacente fosse tagliato male o se la 26enne ne abbia assunto una dose eccessiva - più o meno volontariamente - che ne ha provocato la morte. È la stata la madre, venerdì sera, a lanciare l'allarme trovandola esanime. La sera prima era stata salvata per un soffio, sempre in casa. Anche la mattina stessa era stata soccorsa, stavolta vicino al supermercato Aldi di viale della Repubblica, a Treviso. Quella sera invece non c'è stato nulla da fare.

LA RICHIESTA DI AIUTO
Eppure Sara, che da anni era finita nel tunnel della tossicodipendenza, una richiesta d'aiuto l'aveva lanciata. «Giovedì in uno dei tanti messaggi vocali mi aveva chiesto di accompagnarla al Serd (Servizio per le dipendenze) per una ricetta - racconta Serena, una delle sue più care amiche -. Quel messaggio l'ho ascoltato quando ormai era troppo tardi. Il giorno stesso ci eravamo viste di persona ma non me ne aveva parlato. Se mi avesse detto Stasera ho paura di ricascarci non l'avrei lasciata sola neanche un attimo, l'avrei sorvegliata a vista». La sua morte improvvisa è stata un colpo durissimo per i genitori, i due fratelli e i tanti amici. Sono decine i messaggi di affetto e cordoglio che continuano a riempire i social, in cui Sara spiccava con il suo fisico statuario, le foto sensuali e la passione per i viaggi e i motori (moto da enduro e go kart). «Ha sempre vissuto a mille, assaporando ogni singolo attimo - conclude l'amica -. Era esplosiva. Ci lascia un grande vuoto».

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA