Saman Abbas, «i vestiti e la catenina, quel corpo è il suo»: ora manca solo il Dna

La 18enne pachistana era scomparsa dal 30 aprile 2021

Saman Abbas, corpo ritrovato «integro e con gli stessi vestiti». La Procura: Dna la prova regina
di Federica Zaniboni
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Lunedì 28 Novembre 2022, 14:23 - Ultimo aggiornamento: 29 Novembre, 07:08

Ormai non sembrano più esserci dubbi: il corpo ritrovato nelle campagne di Novellara (Reggio Emilia) appartiene a Saman Abbas. I resti, sotterrati in un casolare a poche centinaia di metri da quella che era l'abitazione della giovane pachistana, sono stati esumati domenica sera. Il cadavere era quasi del tutto integro. Aveva ancora indosso i vestiti con i quali sarebbe stato seppellito oltre un anno e mezzo fa e una catenina alla caviglia sinistra. La conferma definitiva sull'identità della vittima potrà essere fornita soltanto dal test del Dna, ma tutto lascia pensare che si tratti della 18enne scomparsa da casa nel maggio del 2021. Secondo la procura, Saman sarebbe stata ammazzata dai familiari perché contraria a un matrimonio combinato.

 

I PERITI La salma è stata portata presso il laboratorio di medicina legale dell'università degli Studi di Milano, dove i periti Cristina Cattaneo e Dominic Salsarola, nominati dalla Corte d'Assise di Reggio Emilia, procederanno con gli accertamenti. Come ha spiegato anche il procuratore Gaetano Calogero Paci, «ora si tratta di verificare l'integrità degli organi interni perché attraverso e su di essi saranno svolte le indagini di tipo autoptico per capire esattamente l'identità del corpo stesso. Certo è che il contesto in cui il corpo è stato trovato e anche qualche elemento peculiare ha aggiunto il procuratore già consentono di formulare una probabilità di identificazione». Il luogo preciso in cui cercare il cadavere, sotterrato a circa tre metri di profondità, era stato indicato agli inquirenti dallo zio di Saman, Danish Hasnain, considerato dall'accusa l'autore materiale del delitto. Si tratta di un casolare diroccato, abbandonato da anni, ad appena poche centinaia di metri di distanza dall'abitazione della famiglia Abbas a Novellara. Le operazioni di messa in sicurezza della struttura sono iniziate lo scorso 19 novembre, dopo che lo zio aveva condotto la polizia penitenziaria nel rudere.

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LE TELECAMERE Una volta rimosse le parti pericolanti, sono iniziati gli scavi, dai quali sarebbero emersi anche alcuni oggetti come pezzi di tessuto, un mozzicone di sigaretta e due bottiglie che verranno analizzati dai Ris. Sembra che gli uomini della famiglia Abbas frequentassero abitualmente quel luogo, dove si riunivano soprattutto per bere alcolici. Non è da escludere che il giorno prima della scomparsa di Saman, quando lo zio e i due cugini erano stati ripresi dalle telecamere di videosorveglianza con delle pale in mano, stessero andando proprio a scavare la fossa destinata alla 18enne. Secondo la ricostruzione della Procura, la giovane sarebbe stata strangolata dallo zio Danish, davanti agli occhi dei genitori e dei due cugini Ikram Ijaz e Nomanulhaq Nomanulhaq. Nonostante l'intercettazione di una telefonata, finita agli atti del processo, in cui il padre Shabbar riferiva a un parente di avere ammazzato la figlia «per l'onore e la dignità», l'uomo adesso sostiene che la giovane sia ancora viva. Lo ha detto dopo l'arresto in Pakistan di due settimane fa davanti al giudice a Islambad, sostenendo anche che la moglie Nazia Shaheen con la quale era fuggito subito dopo il delitto sia partita per l'Europa. La mamma di Saman, al momento, è l'unica ad essere ancora latitante. Ma i cinque parenti finiti a processo potrebbero non essere i soli coinvolti nell'omicidio della ragazza. Un nuovo fascicolo d'indagine a carico di ignoti è stato aperto dalla Procura di Reggio Emilia sul caso: gli accertamenti potrebbero concentrarsi proprio sull'eventuale responsabilità di altre persone. Anche in questo caso maggiori risposte potranno essere fornite dalle verifiche in corso nel casolare in cui era stato nascosto il corpo. La struttura, infatti, è stata posta sotto sequestro e mentre i periti si concentreranno sui resti rinvenuti, proseguiranno in parallelo anche le operazioni di approfondimento sulla fossa e sull'area circostante. L'analisi di campioni di terreno e di altri elementi rinvenuti nel rudere potrebbero infatti svelare la mano di terzi nella fase di occultamento del cadavere.

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