Saman Abbas, lo zio e i due cugini controllati alla frontiera lo scorso 10 maggio: con loro c'era anche il fratello 18enne

Saman Abbas, zio insieme ai due cugini controllati alla frontiera
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Lunedì 7 Giugno 2021, 16:33 - Ultimo aggiornamento: 16:36

Danish Hasnain, lo zio 33enne di Saman Abbas, e i due cugini della ragazza, Nomanulhaq Nomanulhaq, 34, e Ikram Ijaz, 29, sono stati controllati in provincia di Imperia il 10 maggio sorso. I tre uomini, secondo gli investigatori, sarebbero le tre persone riprese da una telecamera, con una pala in mano, il giorno prima della scomparsa della giovane da Novellara (Reggio Emilia). Spartita nel nulla dopo essersi opposta in famiglia a un matrimonio combinato.

Con i tre, al momento del controllo, c'era anche il fratello della 18enne, l'unico a essere affidato a una comunità, in quanto minorenne. Gli altri tre hanno invece proseguito il viaggio, diretti verso la Francia. Ijaz è stato poi controllato dalla polizia francese mentre si trovava su un autobus che da Parigi porta a Barcellona e fermato, domenica scorsa.

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Dagli atti emerge inoltre che il 5 maggio, quando i carabinieri sono stati a casa della famiglia di Saman a Novellara per fare una perquisizione, hanno parlato con lo zio e con il fratello minorenne. Il primo ha riferito di aver visto Saman allontanarsi da casa alle 17 del 30 aprile, mentre il fratello ha detto che si era allontanata alle 22. «Insospettiti da tali dichiarazioni contraddittorie - ricostruisce il Gip Luca Ramponi - gli operanti decidevano di contattare telefonicamente il fidanzato, il quale dichiarava che la giovane non aveva il telefono e utilizzava di nascosto quello della madre» e che aveva avuto l'ultimo contatto con lei alle 23.30 del 30 aprile e che lei stessa era «molto preoccupata per la sua incolumità» tanto da dirgli che «se non si fossero sentiti per due giorni avrebbe dovuto allertare le forze dell'ordine».

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LE INTERCETTAZIONI -  Lo zio di Saman, Danish Hasnain, in una chat a una persona molto vicina a lui, parlando di Saman, avrebbe scritto: «Abbiamo fatto un lavoro fatto bene». Lo zio che parla di un «un lavoro fatto bene». Saman che sente parlare in casa di omicidio considerato unica «soluzione» per le donne che non si attengono alle regole di vita del Pakistan, e che ha un presentimento agghiacciante: «Parlano di me».

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