Saman, attesa per testimonianze chiave. Il cugino estradato dalla Francia

Saman, attesa per testimonianze chiave il cugino: estradato dalla Francia
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Giovedì 3 Giugno 2021, 20:56 - Ultimo aggiornamento: 7 Giugno, 15:10

Due testimonianze che potrebbero risolvere il caso di Saman Abbas, la 18enne d'origine pachistana scomparsa da un mese da Novellara, nella Bassa Reggiana, che si presume essere stata ammazzata per il suo no ad un matrimonio combinato dalla famiglia. La Procura di Reggio Emilia, dopo aver ottenuto l'ok all'estradizione, attende l'arrivo in Italia del 28enne Ikram Ijaz, cugino di Saman, arrestato domenica a Nimes, in Francia mentre tentava di raggiungere alcuni parenti in Spagna. Lui - assieme ad un altro cugino e allo zio - è tra i protagonisti del video delle telecamere di sorveglianza nei pressi dell'abitazione, uno dei primi elementi acquisiti dagli inquirenti per avvalorare l'ipotesi dell'omicidio, reato col quale la pm Laura Galli ha aperto un fascicolo d'inchiesta.

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Le immagini, che risalgono al 29 aprile scorso, ritraggono i tre - tutti indagati - mentre con due pale, un secchio contenente un sacchetto azzurro e un piede di porco, si allontanano nei campi per poi fare ritorno due ore dopo. Il giorno successivo poi, l'ultimo avvistamento, sempre da un filmato, di Saman, in compagnia dei genitori Shabbar, 46 anni e Nazia Shaheen, 47 anni, indagati anch'essi e ora ricercati dopo il rientro improvviso e senza preavvisi (neppure al datore di lavoro di lui, titolare dell'azienda agricola della quale la famiglia Abbas lavora come custode e braccianti) in patria. Padre e madre, stando alle ricostruzioni investigative ipotizzate, avrebbero condotto Saman dallo zio in campagna proprio il 30 aprile. E qui i carabinieri sono convinti che sia stata uccisa. L'esecutore materiale sarebbe lo zio Danish Hasnain, 33 anni. Dettaglio che avrebbe rivelato un minorenne vicino alla comunità pachistana che attualmente si trova sotto protezione in una struttura del bolognese, in attesa di essere interrogato sotto forma di audizione protetta.

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Il magistrato ha infatti avanzato la richiesta di incidente probatorio, non ancora però depositata ufficialmente alla cancelleria del gip. Il sostituto procuratore, infatti, vorrebbe prima ascoltare il cugino Ikram (anche se tramite l'avvocato d'ufficio francese ha detto di non sapere nulla di questa storia e che si trovasse già fuori dall'Italia il presunto giorno del delitto) perché essendo uno dei protagonisti del video con le pale, potrebbe confessare dove il presunto cadavere sia stato occultato o perlomeno dare indicazioni più precise. Ma ci vorrà ancora qualche giorno. Intanto le ricerche sono riprese con l'ausilio dei cani molecolari delle unità cinofile, ma la zona agricola - tra serre, pozzi, porcilaie e canali d'irrigazione - è troppo ampia per essere setacciata minuziosamente in poco tempo. Il testimone minorenne - la cui posizione sarebbe al vaglio - non sarebbe a conoscenza del luogo in cui potrebbe essere stato gettato il cadavere, in quanto non avrebbe assistito all'omicidio. Ma le sue parole potrebbero confermare le motivazioni del delitto, ossìa il rifiuto da parte della ragazza alle nozze forzate organizzate dalla famiglia in Pakistan.

Motivo per cui Saman aveva denunciato i genitori, trascorrendo cinque mesi in una comunità. Ad aggiungere un'ulteriore tessera del puzzle anche il fidanzato «segreto», come ha svelato oggi il quotidiano locale il Resto del Carlino, un connazionale che vive fuori regione. Ô stato già ascoltato dai carabinieri ai quali ha raccontato della loro relazione non accettata dalla famiglia di lei. Saman era ritornata a casa l'11 aprile dalla comunità. Forse per prendere le sue cose e andare via liberamente con l'uomo che amava. A questo punto, la famiglia Abbas - secondo gli inquirenti - per evitare il «disonore», avrebbe deciso di ammazzarla. E poi di fuggire.

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