Saman Abbas, il padre «la chiudeva fuori casa obbligandola a dormire sul marciapiede»

Saman Abbas, il padre «la chiudeva fuori casa obbligandola a dormire sul marciapiede»
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Lunedì 7 Giugno 2021, 16:16

Saman Abbas, la ragazza pakistana di 18 anni scomparsa nel Reggiano dopo che si era opposta in famiglia a un matrimonio combinato, sarebbe stata più volte cacciata di casa dal padre che «spesso la chiudeva fuori casa obbligandola a dormire sul marciapiede». Lo sottolinea il Gip di Reggio Emilia, nel ricostruire in sintesi i fatti che portarono, a fine novembre, all'allontanamento della giovane, all'epoca minorenne, dalla casa familiare con il collocamento in una comunità protetta, Secondo il giudice Shabbar Abbas aveva impedito alla figlia aveva impedito alla figlia Saman di andare alle scuole superiori, e, «in ultimo, voleva costringerla tornare in Pakistan per sposare un cugino».

Dopo l'allontanamento, la ragazza è poi tornata a casa l'11 aprile, nonostante il parere contrario degli operatori dei servizi sociali. Come ha spiegato agli inquirenti il titolare dell'azienda agricola di Novellara dove lavoravano i familiari di Saman, dal ritorno non era stata più vista in giro e anzi, da quel momento «stava sempre in casa, non parlava con nessuno e usciva solo per fare qualche passo, accompagnata sempre dalla madre». 

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Saman sarebbe stata strangolata dallo zio Danish Hasnain. È quanto emerge dal racconto sconvolgente del fratello di Saman, riassunto nel verbale riportato oggi dalla Gazzetta di Reggio. «Tutto avviene sotto gli occhi del minorenne», ha riportato il quotidiano locale. Il padre si sente male, ma era stato lui ad affidarsi a Danish contro la figlia che si opponeva alle nozze. Quando Danish rientra in casa non ha nulla in mano, da questo il fratello deduce che la sorella sia stata uccisa con lo strangolamento. 

IL DIALOGO - «Saman è andata via di nuovo». «Adesso arrivo». Questo il dialogo, ricostruito da una testimonianza, tra Shabbar Abbas, padre della 18enne scomparsa a Novellara e lo zio Hasnain Danish, la sera del 30 aprile. Quando lo zio è tornato a casa Saman non c'era, ma l'uomo era in possesso dello zainetto che la ragazza aveva con sé. Secondo il Gip di Reggio Emilia Luca Ramponi lo zio, attualmente ricercato, sarebbe dunque l'esecutore materiale dell'omicidio, mentre per quanto riguarda i genitori, attualmente in Pakistan, «è certo - scrive il giudice - che costoro avessero programmato anche di ucciderla per punirla dell'allontanamento dai precetti dell'Islam e per la ribellione alla volontà familiare nonché per le continue fughe di casa». Si deve quindi ritenere che nel chiamare lo zio, che tutti i familiari sapevano essere un uomo violento, per sistemare le cose, abbiano accettato il rischio che la uccidesse. Nell'istigare lo zio a risolvere la questione avrebbero in sostanza acconsentito «all'esito omicidiario in ragione delle proprie intime convinzioni etiche e religiose»

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IL VIDEO - Il quadro della scomparsa  di Saman Abbas lascia duqnue sempre meno spazio alla speranza di ritrovarla in vita: dopo le immagini di una videocamera di sorveglianza, è dai dettagli di alcune chat che arrivano nuovi tasselli che rafforzano l'ipotesi di omicidio. Tre persone vestite con abiti scuri che camminano, distanti l'una dall'altra, una imbracciando una pala, un'altra un secchio con un sacchetto e un altro un attrezzo. È quanto si vede nel frame, diffuso dagli inquirenti, del filmato girato intorno alle 19.30 del 29 aprile vicino alla casa di Saman.

Video

Un messaggio è quello dello zio, il 33enne Danish Hasnain, che in una chat a una persona molto vicina a lui, parlando di Saman, avrebbe scritto: «Abbiamo fatto un lavoro fatto bene». Lo zio che parla di un «un lavoro fatto bene». Saman che sente parlare in casa di omicidio considerato unica «soluzione» per le donne che non si attengono alle regole di vita del Pakistan, e che ha un presentimento agghiacciante: «Parlano di me».

 

L'AUDIO AL FIDANZATO -  Lo riporta la Gazzetta di Reggio Emilia che dà conto anche del dettaglio di un'altra conversazione. Si tratta di un audio della stessa Saman riferito dal fidanzato nelle testimonianze rese nei giorni scorsi ai carabinieri. La ragazza gli avrebbe confidato di aver sentito la madre parlare dell'omicidio come unica «soluzione» per una donna che non si attiene alle consuetudini pachistane: «L'ho sentito con le mie orecchie, ti giuro che stavano parlando di me...».

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