Saman Abbas, il fidanzato a "Chi l'ha visto?": «Il padre mi minaccia dal Pakistan, ho paura»

Saman Abbas, il fidanzato a "Chi l'ha visto?": «Il padre mi minaccia ancora dal Pakistan, ho paura»
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Il caso della scomparsa di Saman Abbas si arricchisce di nuovi dettagli, che lasciano pensare sempre più che la 18enne pachistana di Novellara (Reggio Emilia) sia stata uccisa dai familiari. A "Chi l'ha visto?" il fidanzato della ragazza, anche lui pachistano, ha raccontato al telefono: «Il padre mi aveva spiegato che Saman doveva sposare un altro uomo, più grande di lei, ma lei ha detto no. Continua a minacciarmi anche dal Pakistan, inviandomi messaggi su Instagram, ho paura».

Saman Abbas, cugino consegnato alle autorità italiane: continuano le ricerche del corpo nelle campagne

Il giovane ha confermato i timori di Saman, che poco prima di scomparire gli aveva detto: «Se tra due giorni non avrai ancora notizie di me, vai dalla polizia o dai carabinieri». E ha aggiuto: «Il 4 maggio sono andato dai carabinieri, ma loro mi hanno detto: "Tutto a posto, Saman sta bene, torna a casa"». Il ragazzo ha concluso: «Avevo spiegato la situazione, ma niente. A quel punto sono andato dall'avvocato della comunità che si occupava di Saman».

 

Saman, il cugino consegnato alle autorità italiane

Ikram Ijaz, il cugino di Saman Abbas, è stato consegnato stamattina a Ventimiglia, alle autorità italiane. La polizia francese lo aveva fermato il 29 maggio scorso a Nimes, mentre stava cercando di raggiungere alcuni parenti in Spagna a bordo di un Flixbus. In serata, l'arrivo in carcere a Reggio Emilia, a disposizione della magistratura che nelle prossime ore lo interrogherà. Potrebbe essere una svolta. I carabinieri sperano di avere informazioni sul luogo preciso dove sarebbe stato nascosto il cadavere della ragazza. Il giovane 28enne infatti compare nel video del 29 aprile (il giorno prima del presunto delitto) ripreso dalle telecamere di sorveglianza nei pressi dell'abitazione della famiglia Abbas a Novellara.

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Assieme allo zio Danish Hasnain, 33 anni - ritenuto l'esecutore materiale dell'omicidio premeditato - e a un altro cugino, il 34enne Nomanulhaq Nomanulhaq, è stato ritratto mentre con pale, piede di porco e un secchio si dirigeva verso i campi dove si pensa sia stata scavata la buca per seppellire il corpo di Saman. Lo zio e l'altro cugino sono latitanti e ricercati in tutta Europa, dalla Spagna al Belgio e soprattutto in Francia. Il 10 maggio infatti Danish era stato controllato dalla questura di Imperia, verso il confine transalpino, assieme al 16enne fratellino di Saman. Quest'ultimo è stato portato poi in una comunità protetta, in attesa che il gip fissi l'udienza dell'incidente probatorio. Sarebbe stato proprio il minore - stando a quanto emerge dalle carte - a confidare agli inquirenti che ad ammazzare la sorella sarebbe stato lo zio Danish.

Ricercati sono anche i genitori - il padre Shabbar, 46 anni, e Nazia Shaheen, 47 anni - rientrati improvvisamente i primi di maggio in patria (come risulta dalle liste d'imbarco a Malpensa, dove invece non figurava Saman) e finiti anche loro nel registro del sostituto procuratore Laura Galli, titolare del fascicolo per omicidio premeditato in concorso. Nei loro confronti presto sarà depositata ufficialmente una rogatoria internazionale come ha confermato stamattina il colonnello dei carabinieri Cristiano Desideri: «Stiamo attendendo i processi autorizzativi per la richiesta che prima deve seguire un percorso di validazione».

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Il comandante provinciale dell'Arma stamattina ha effettuato un sopralluogo, assieme alla pm, nella zona delle ricerche del corpo a Novellara, attorno alla cascina dove Shabbar, il padre di Saman, lavorava come custode. I cani molecolari delle unità cinofile e un elicottero dei carabinieri hanno continuato a battere le campagne. Gli inquirenti si sono concentrati soprattutto in un punto esatto, tra alcune serre dell'azienda. «Stiamo lavorando su un'area che riteniamo verosimile per poter individuare il corpo della ragazza. Le ricerche sono in corso e auspichiamo un esito risolutivo anche grazie a strumentazioni tecniche come l'elettromagnetometro che mappa in profondità il terreno per poi andare a ricercare le anomalie non conformi ai parametri inseriti nel software di gestione. Perché proprio questo punto? In base anche alle immagini acquisite della videosorveglianza abbiamo studiato il comportamento degli indagati», ha spiegato il colonnello Desideri. In attesa degli sviluppi giudiziari che potrebbero arrivare nelle prossime ore dall'interrogatorio di Ikram.

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Mercoledì 9 Giugno 2021, 21:56 - Ultimo aggiornamento: 10 Giugno, 01:04
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