Sabaudia, concessioni con lo sconto in cambio di appoggio

Sabaudia, concessioni con lo sconto in cambio di appoggio
di Valentina Errante
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Martedì 22 Febbraio 2022, 08:17

«Tu sai benissimo, e forse meglio di me, che dietro a questa storia si scatena una guerra all'amministrazione». Così parlava l'assessore alle Attività produttive di Sabaudia Emanuela Palmisani con Claudio Leone, responsabile dell'ufficio unico Attività Produttive e reo di avere firmato la revoca delle concessioni ai balneari di Sabaudia che non avevano saldato i canoni. Perché la giunta doveva rimanere in piedi. Anche a costo di atti illegittimi, voluti dalla sindaca Giada Gervasi.

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Per questo il prezzo della corruzione che il procuratore di Latina Giuseppe De Falco e l'aggiunto Carlo Lasperanza contestano alla prima cittadina, finita ai domiciliari, è proprio il potere politico, che con atti illegittimi avrebbe mantenuto. A tenerla sotto scacco era soprattutto il presidente del sindacato italiano balneari Lazio Sud, titolare dello stabilimento La caravella, che aveva un debito con l'amministrazione di oltre 10mila euro, la minacciava dicendo che l'intera categoria avrebbe preso come punto di riferimento un consigliere dell'opposizione e così la sindaca ha fatto firmare a un altro funzionario l'atto che bloccava le revoche, visto che Leone non ne voleva proprio sapere. Quell'atto doveva essere revocato e poco importava che fosse legittimo e determinasse un buco di 157mila euro per l'amministrazione. Nel giro vorticoso di favori rientravano anche i dipendenti pubblici, titolari di alcuni strutture balneari e chioschi, come La Rosa dei Venti dei genitori (ma gestito dalla moglie) di Stefano Polidoro, segretario particolare della sindaca, pronta a ostacolare i controlli ed evitare che il Comune procedesse alla revoca della concessione.

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LA POLEMICA
La volontà della giunta è chiara: contro i balneari non si può andare. Così l'assessore Palmisani cerca di convincere Leone che ha firmato la revoca che quell'atto contro la volontà della sindaca: «Claudio, allora, me sembra che ti era stato chiesto..a questo punto io devo capire da che parte stai tu, se stai con o contro l'amministrazione, perché questa sembra un piano contro l'amministrazione». La risposta dell'architetto è lapidaria: «Io non sto mai nel contro né a favore. Io sto sempre sulla linea del dovere del funzionario».

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LA DECISIONE
La decisione della sindaca è di intervenire «costringendo il capo settore Antonio Vitelli, anche lui indagato - si legge nell'ordinanza - a sospendere i procedimenti amministrativi sino al 15 maggio 2020 nei confronti di chi non avesse pagato i canoni demaniali, tra cui ovviamente figurava lo stesso Ganci». Ma a quel punto il sindacalista temeva che la sanatoria riguardasse solo chi saldava il debito precedente, ma la Gervasi lo rassicurava: «Adesso arriva la revoca del provvedimento, la deve fare Vitelli, adesso lo chiamo, poi lo richiamo e ti faccio sapere»
Dalle verifiche è risultato che il chiosco gestito dalla moglie del segretario della sindaca fosse stato dato in subaffitto, contrariamente a quanto previsto dal regolamento. In una conversazione due carabinieri forestali, anche loro indagati, addetti ai controlli e intercettati dai colleghi che hanno svolto le indagini, accusano: «S'e venduto praticamente il chioschetto intestato alla moglie.. questi c'avranno preso praticamente 300/400 mila euro.. tra l'altro anche camuffati in qualche modo e perché non potevano risulta.. non e che stanno a vende un'attività, non la possono vendere l'attività». Ma quando partono i controlli la sindaca fa una riorganizzazione degli uffici e li blocca.
 

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