MILANO

Rozzano, paese sgomento dopo l'omicidio: il web sta con il killer

Martedì 26 Febbraio 2019
Rozzano, paese sgomento dopo l'omicidio. Il web sta con il killer

Nel quartiere in cui viveva il presunto killer che ieri pomeriggio ha freddato l'ex suocero nel parchetto vicino al supermercato «Il Gigante» di Rozzano (Milano), gli abitanti non parlano volentieri della vicenda e anzi, sono quasi infastiditi dall'interesse che la stampa sta rivolgendo alla zona. Un gruppetto di ragazzine, sui gradini di ingresso di uno dei complessi condominiali, chiedono l'ultima sigaretta da fumare prima di rientrare in casa mentre qualche anziana porta a passeggio il cane.

Uccide il suocero a Rozzano per vendicare gli abusi sulla figlia di 5 anni

«Qui si vive bene, se ci si fanno i fatti propri», spiega una signora, dicendo di «conoscere solo di vista» l'uomo che avrebbe esploso i colpi verso il suocero per vendicare i presunti abusi sulla nipotina. Per un'altra residente, 43 anni, queste case popolari invece sono «solo un posto dove tornare a dormire» dopo una giornata di lavoro a Milano: «Non vivo il quartiere, non mi è mai successo nulla. Certo, con il buio non esco da sola», ha detto. Un quartiere difficile, nella periferia a sud di Milano, in cui da sempre ci sono furti, spaccio e occupazioni. Ma non solo: nel 2003, poco lontano da queste vie che portano i nomi di fiori e della primavera, Vito Cosco, che ora ha scontato la sua condanna, sparò all'impazzata per un regolamento di conti per droga e uccise 4 persone, tra cui una bambina di due anni.
 

 

Se a Rozzano in pochi parlano, su Facebook si sprecano i commenti in solidarietà del presunto killer: c'è chi vuole dargli una medaglia, in molti ne chiedono l'immediata scarcerazione mentre si leggono solo insulti per la vittima. «Siamo tutti sotto shock per quanto avvenuto ieri sera», ha scritto sulla pagina Facebook il sindaco di centrosinistra di Rozzano Barbara Agogliati, mettendo però «subito in chiaro che non accettiamo immagini distorte della nostra città, spesso maltrattata con i soliti luoghi comuni. Rozzano è una città complessa sicuramente, e paghiamo, in termini di sicurezza, scelte sbagliate del passato, ma Rozzano è molto di più di un fatto di cronaca nera, perché è una città accogliente, solidale dove la stragrande maggioranza della gente è per bene. Famiglie normali che lavorano e portano avanti la loro vita con onestà».

Il sindaco ha ricordato che le telecamere del Comune «sono state decisive per le indagini» e ha poi lanciato un appello: «Serve un'alleanza vera tra tutte le istituzioni, mi riferisco ad esempio alla Regione che detta la linea politica ad Aler e ne definisce le risorse. Qui ci sono quasi 6000 alloggi popolari, una delle concentrazioni più alte d'Europa. Le risorse che ci vengono assegnate non sono adeguate a questa cifra record. Si fa fatica a tenere il controllo nel quartiere popolare se neanche si sa chi abita negli alloggi occupati abusivamente», ha concluso.

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