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Rissa in crociera tra i fiordi norvegesi, cabina usata come prigione: sei feriti e due arresti

Rissa in crociera tra i fiordi norvegesi, cabina usata come prigione: sei feriti e due arresti
di Giampiero Valenza
3 Minuti di Lettura
Martedì 30 Luglio 2019, 17:29 - Ultimo aggiornamento: 20:02

Una rissa nel bel mezzo di una crociera, con piatti e mobili usati come armi e le camere usate come "galere" dove confinare gli autori in attesa dello sbarco. La colluttazione, che ha causato sei feriti (e poi due arresti), è scoppiata sulla nave Britannia della P&O Cruises. Tutto, poi, sarebbe scoppiato per il dress code e per un turista vestito da pagliaccio. I fatti sono avvenuti dopo un viaggio di una settimana nei fiordi norvegesi, racconta la Bbc nella sua versione online, nel tragitto tra Bergen, in Norvegia, e Southampton, nel Regno Unito. In manette sono finiti un 43enne e una 41enne: dovranno rispondere del reato di aggressione.

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A bordo della Britannia c'era anche un giornalista inglese di una popolare trasmissione tv del mattino, Richard Gaisford, che ha raccontato di come via altoparlante sia stato convocato, nelle prime ore di venerdì, il personale di sicurezza al ristorante della nave, al 16esimo piano. Poi, su Twitter il giornalista, ha scritto: "I testimoni mi hanno detto che erano così spaventati che dovevano nascondersi, mentre i gruppi familiari si azzuffavano". E ha raccontato: "C'era sangue dappertutto".

Ma la causa della rissa? Secondo il racconto di Gainsford è stato un viaggiatore vestito da clown a essere oggetto della lite (anche se poi la compagnia di navigazione è arrivata a smentire questa versione dei fatti). È ancora il cronista, infatti, a citare un testimone, parte di un gruppo coinvolto nel proprio nella lite, che avrebbe spiegato allo staff che gli screzi sono scoppiati quando un altro passeggero è apparso vestito da pagliaccio. Questo avrebbe sconvolto un altro viaggiatore e da lì poi tutto si è trasformato in lite. 

Gli autori della rissa hanno passato una notte in una cabina, provvisoriamente diventata così una sorta di galera galleggiante. Ad attendere gli autori delle violenze, al porto di Southampton, gli agenti della polizia locale. A loro è toccato arrestare i due.

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