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Rigopiano, Giampaolo rimasto 62 ore sepolto sotto la neve e vedovo nel 2017: una poesia e un palloncino a cuore per ricordare la moglie

Lunedì 18 Gennaio 2021
Rigopiano, l'idea di Giampaolo rimasto vedovo nel 2017: una poesia e un palloncino a cuore per ricordare la moglie

Una poesia, un video, un palloncino a cuore e una promessa: giustizia per Rigopiano, dove sorgeva il resort di Farindola (Pescara), travolto da una valanga che provocò la morte di 29 persone. Giampolo Matrone ricorda la moglie Valentina. Nel quarto anniversario della tragedia il reduce e la figlia Gaia dedicano un pensiero speciale alla loro cara, tra dolore, vita che continua e un processo “impantanato”.

Una toccante poesia, un breve video e un palloncino speciale, rosso e a forma di cuore, accanto ad altri ventotto di bianchi, per ciascuna vittima. E una promessa: far uscire la verità e condannare i responsabili.

Così Giampaolo Matrone, il sopravvissuto simbolo della catastrofe di Rigopiano, e la figlioletta Gaia, di 9 anni, hanno voluto ricordare, rispettivamente, la moglie e la mamma Valentina Cicioni, in occasione del quarto anniversario della più grave tragedia sulla neve mai successa in Italia, consumatasi il 18 gennaio del 2017 e costata la vita appunto a 29 persone nell’hotel travolto dalla valanga.

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L’oggi trentasettenne pasticciere di Monterotondo, che in quel resort è rimasto sepolto per 62 lunghe e interminabile ore uscendo miracolosamente vivo ma a carissimo prezzo – oltre ad aver perduto la sua compagna di vita, ha riportato menomazioni gravi e invalidanti agli arti -, nella lirica che ha composto esalta la figura di mamma di Valentina, che prima di volare prematuramente via ha fatto a tempo ha lasciare in dono «la cosa più bella che ci sia»​, la piccola Gaia, rimasta orfana a soli cinque anni e a cui papà Giampaolo sta cercando di assicurare una vita il più serena possibile, guardando avanti, come Valentina avrebbe voluto, per quanto dimenticare sia impossibile e la sua perdita sia dura da sopportare, ogni giorno.

Matrone, in occasione della giornata in cui ricorre l’anniversario della tragedia – siamo già arrivati alla quarta -, non intende dare altro spazio se non al ricordo, ai sentimenti intimi e personali, né entrare nelle tante polemiche legate alle responsabilità di una “strage di Stato”, ai ritardi, dopo quelli dei soccorsi, di un processo che non ha ancora superato la fase dell’udienza preliminare (la prossima tappa sarà il 5 marzo, in Tribunale a Pescara), alla teoria del “terremoto” che gli imputati vorrebbero usare per dimostrare la “imprevedibilità” dell’evento, al risarcimento statale che tuttavia, al momento, non prevede nulla per i superstiti.

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Una cosa, però, Matrone la promette alla sua Valentina: una lotta senza sosta, assieme alle famiglie delle altre vittime e con Studio3A, che lo assiste, per far emergere tutta la verità su Rigopiano e per far sì che chi ha sbagliato e omesso di compiere i propri doveri paghi.

 

Un impegno non limitato all’ambito strettamente giudiziario e che l’ha portato, anche per fissare meglio i ricordi di quelle ore, di quei momenti, alla decisione di mettere tutto nero su bianco in un libro di prossima pubblicazione. «Vale lo sa bene, da lassù, che sarà sempre nel cuore, mio e di Gaia» conclude il trentasettenne, che ha così voluto chiudere il suo breve filmato liberando nel parco dell’Amore di Monterotondo, che tante volte ha frequentato con la sua compagna, 29 palloncini: 28 bianchi, con il nome di tutte le vittime, più uno rosso a forma di cuore. Quello per Valentina.

Video

L'anniversario: cerimonia sobria per misure anti Covid

A causa dell'emergenza sanitaria, quest'anno è stata organizzata una cerimonia sobria e in forma privata per commemorare le vittime dell'hotel Rigopiano: l'appuntamento è per oggi alle 15, a quattro anni dal giorno in cui una valanga travolse e distrusse il resort di Farindola (Pescara), provocando la morte di 29 persone. Le celebrazioni prenderanno il via presso la fontana che si trova 300 metri prima dell'hotel; da lì partirà la fiaccolata dei familiari fino al totem del resort, un tempo ingresso della struttura, neppure sfiorato dalla valanga. Alle 15.30 sarà il momento dell'alzabandiera con il silenzio suonato dalla tromba. A seguire, la deposizione di fiori davanti all'obelisco e una preghiera per gli «Angeli di Rigopiano».

Alle 16.15 la messa e alle 16.49, ora precisa in cui il «mostro» di ghiaccio e detriti travolse l'hotel, un coro intonerà «Signore delle cime» e si lasceranno volare in cielo 29 lanterne oppure 29 palloncini. Poi la lettura dei nomi dei «29 Angeli» e, se le condizioni meteorologiche lo consentiranno - l'Abruzzo in queste ore è interessato da una perturbazione con nevicate anche a bassa quota - ci sarà la deposizione di una rosa per ognuna delle 29 vittime nell'area in cui un tempo sorgeva il resort. Nonostante le celebrazioni limitate dall'emergenza sanitaria, non dovrebbe mancare la presenza delle istituzioni, a partire dal presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, dal prefetto di Pescara, Giancarlo Di Vincenzo, e dal questore, Luigi Liguori. Il comitato Vittime di Rigopiano, tra l'altro, incontrerà il sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta, per discutere della realizzazione dell'opera «Giardino della memoria»

 

Ultimo aggiornamento: 12:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA