Riaperture, è scontro tra il mondo dello spettacolo e dello sport. Franceschini: «Stesse regole per tutti»

Spettacolo e sport, è scontro sulle riaperture. Franceschini: «Stesse regole per tutti»
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Mercoledì 14 Aprile 2021, 16:30 - Ultimo aggiornamento: 19:25

È scontro tra il mondo dello spettacolo e quello dello sport dopo la notizia che a giugno si potrà tornare allo stadio, con la riapertura al pubblico dello Stadio olimipico (con presenze al 25%) per gli Europei 2020. In una nota congiunta Roberto De Luca (Live Nation), Ferdinando Salzano (Friends&Partners) e Clemente Zard (Vivo Concerti) hanno detto che «la possibile differenziazione di “capienze covid” tra calcio e musica è inaccettabile e su questo punto tutta la filiera legata alla musica live, compresi gli artisti, è pronta a prendere posizioni forti e nette». I tre promoter ribadiscono che «la capienza Covid deve essere calcolata non a numero fisso bensì in relazione ai metri quadrati disponibili per ogni singola venue e possa permettere l'applicazione precisa di tutte le norme del protocollo di sicurezza». 

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La polemica

«Apprendiamo con grande felicità la notizia della possibile partecipazione dei circa 16 mila spettatori alle quattro partite degli Europei, è ottima per il settore sportivo visto che tutti hanno bisogno di rialzarsi e di provare a ripartire. Quello che ovviamente auspichiamo, è che gli stessi criteri vengano applicati per il settore dello spettacolo e della musica dal vivo, in ginocchio da più di un anno», dicono De Luca, Salzano e Zard. «Sono mesi ormai, precisamente da dicembre dello scorso anno, in occasione dei primi incontri con le istituzioni e con alcuni componenti del comitato tecnico scientifico, che ribadiamo che il punto fondamentale per poter cominciare nuovamente a rimettere la musica sul palco è che venga definita una regola per il calcolo delle capienze Covid - ribadiscono i tre promoter -. La capienza Covid, con tutte le prescrizioni previste (afflusso e deflusso distribuiti e separati, misurazione della temperatura, distanziamento all'interno delle venue con sedute fisse, igienizzazione degli spazi e l'utilizzo della mascherina da parte del pubblico) deve essere calcolata non a numero fisso bensì in relazione ai metri quadrati disponibili per ogni singola venue e possa permettere l'applicazione precisa di tutte le norme del protocollo di sicurezza».

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Senza dimenticare «che la tutela della salute del pubblico ha la priorità» e ricordando che «la musica live ha già sperimentato con successo nel 2020 alcuni concerti con un minimo di 1000 spettatori fino all'Arena di Verona con 4.500 spettatori», sottolineano che «la possibile capienza, pari al 25% di quella ufficiale (con le relative prescrizioni), rende comunque impossibile la realizzazione dei grandi eventi musicali nel 2021 sia per motivi logistici che economici, di conseguenza tutti i grandi eventi previsti con capienza normale saranno rinviati al 2022. Siamo invece pronti a creare dei ricchissimi cartelloni musicali in ogni città e/o località di richiamo turistico con capienza Covid, capienza che non può essere inferiore alle 1000 persone e DEVE poter salire sulla base dei metri quadrati a disposizione»

Franceschini: «Regole uguali per tutti»

«È già in vigore una norma che prevede che in zona gialla riaprano i musei, che sono stati aperti, e di cinema e teatri con delle condizioni del protocollo di sicurezza molto dettagliate preparate e stese con le organizzazioni di categoria. Io ho sentito le categorie, ho incontrato due giorni fa il Cts e in una lettera ho chiesto nelle zone gialle di ampliare la capienza dei locali. Ad oggi nella norma è prevista la possibilità di riaprire con il 20% dei posti di una sala al chiuso, al massimo 200 persone, e al massimo 400 persone all'aperto. Ho chiesto al Cts di poter passare al 50% della capienza, fino 500 persone al chiuso e fino a 1000 all'aperto, con la possibilità alle Regioni, come è stato l'anno scorso, di dare deroghe per luoghi particolari che consentano di avere una capienza maggiore, magari anche con misure di precauzione maggiore». Lo ha detto il ministro della Cultura, Dario Franceschini, nel corso del question time alla Camera.

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«Ho precisato oggi e l'ho scritto nella lettera di ieri al Cts che qualora venisse prevista la riapertura degli stadi per le partite di calcio, se nello stesso luogo si dovesse svolgere un concerto, le regole dovranno essere identiche e non ci potranno essere differenze perché non si va in base all'importanza dell'evento o al suo valore, ma si va in base a delle regole che devono essere uguali per tutti».

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