Revenge porn, trova le sue foto nei siti che pubblicizzano le escort, condannato l'ex fidanzato a Pordenone

Revenge porn, trova le sue foto nei siti che pubblicizzano le escort, condannato l'ex fidanzato a Pordenone
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Martedì 24 Maggio 2022, 13:12

Si è ritrovata nei siti che pubblicizzano le escort con tanto di indirizzo, numero telefonico e foto intime. È così che l'ex fidanzato si è vendicato una volta finita la loro storia d'amore. Lui, 47 anni, di Pordenone, si è ritrovato ad affrontare un procedimento penale per atti persecutori e revenge porn, reato che si configura quando vengono pubblicate immagini a contenuto sessuale destinate a restare private. Se per lo stalking la Procura ha chiesto l'archiviazione ritenendo che i fatti contestati fossero già ricompresi nella vendetta pornografica, per quest'ultima imputazione ieri l'uomo ha patteggiato. La pena concordata con il pubblico ministero dall'avvocato Serena Giliberti è stata di 10 mesi 20 giorni e 4.400 euro di multa. Il gup Rodolfo Piccin ha liquidato le spese di costituzione di parte civile - la vittima, originaria del Portogruarese, si era affidata all'avvocato Igor Visentin - in complessivi 3.780 euro.

 

LA STORIA
Tutto si sviluppa tra febbraio e aprile 2020. La coppia si spezza e lui comincia a tormentare la ex. Se telefonate ingiuriose e messaggi minacciosi restano confinati al loro rapporto, i post su Facebook, Instagram e WhatsApp vanno ben oltre. L'uomo utilizza fotografie dal contenuto sessualmente esplicito, che la donna gli aveva inviato in forma privata, quando erano ancora innamorati. «Farai una brutta fine... hai le ore contate», aveva ad esempio scritto in un post su Facebook corredato da un'immagine senza veli che tutti gli amici potevano vedere. Una foto che successivamente è stata rimossa, mentre i commenti erano rimasti.


Le fotografie sono state utilizzate anche per pubblicare un annuncio a sfondo a sessuale su un sito di escort. La vittima lo ha scoperto quando ha cominciato a ricevere telefonata da parte di uomini sconosciuti. È bastato un controllo su Internet per scoprire che era finita su siti di annunci a luci rosse: era bastato mettere l'annuncio su uno di questi siti, affinché fosse poi rigenerato anche su altre piattaforme. L'ex fidanzato aveva completato l'inserzione pubblicando i dati anagrafici della donna e il suo numero di telefono. «Quelle fotografie - spiega l'avvocato Visentin - erano state condivise soltanto con lui». L'attivazione di un profilo Facebook identico al suo aveva poi peggiorato la situazione, perché riceveva messaggi da parte di sconosciuti che facevano riferimento all'annuncio finito su sito delle escort.

LO STALKING
La battaglia legale non si chiude con il patteggiamento definito ieri in udienza preliminare a Pordenone. L'avvocato Visentin si è opposto all'archiviazione dell'ipotesi di stalking, passaggio che verrà discusso il prossimo 23 giugno davanti al gip Giorgio Cozzarini. «Il numero di episodi di minaccia rivolti alla mia assistita è ben superiore ai due citati dal pm nella propria richiesta di archiviazione - spiega il legale - Sono stati almeno cinque. Con la richiesta di archiviazione si dimentica che, nell'arco di due mesi, la vittima è stata oltraggiata con epiteti ed è stata lesa la sua onorabilità e riservatezza mediante la pubblicazione sui social network di immagini che ne ritraevano le parti intime e mediante la clonazione del suo profilo Facebook».
La donna, spaventata dalle minacce e dall'aggressività dimostrata dall'ex fidanzato, si era rivolta anche a un centro di supporto per donne.

(C.A.)

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