Spoleto, denunciato il ladro della reliquia di papa Giovanni Paolo II rubata dal Duomo. L'oggetto sacro non è stato trovato

Spoleto, denunciato il ladro della reliquia di papa Giovanni Paolo II rubata dal Duomo. L'oggetto sacro non è stato trovato
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Venerdì 13 Novembre 2020, 10:06 - Ultimo aggiornamento: 11:11

E' stato trovato il presunto ladro della reliquia di papa Giovanni Paolo II, l'ampolla che conteneva delle gocce di sangue di Papa Wojtyla, rubata dal Duomo di Spoleto lo scorso il 23 settembre.

L'uomo sarebbe stato individuato e denunciato dai carabinieri nel corso delle indagini avviate all'indomani della sparizione della sacra reliquia. L'oggetto sacro, però, non è stato ancora rinvenuto.  

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Si tratta di un cinquantanovenne residente nella cittadina toscana di Figline Valdarno, già protagonista in passato - come riferiscono gli investigatori - di furti di beni di natura ecclesiastica avvenuti nella zona. «Furto aggravato» è l'ipotesi di reato che gli è stata contestata.

La reliquia non è stata ritrovata, perché - ritengono i carabinieri - verosimilmente già consegnata a ricettatori o collezionisti di genere. Finita quindi nel mercato clandestino di reliquie.

La reliquia “ex sanguine” di San Giovanni Paolo II era stata trafugata dalla Cappella del Crocifisso della Basilica Cattedrale di Spoleto. Ad accorgersi del furto, come riferiva lo scorso settembre l’arcidiocesi, la sacrestana del duomo al momento della chiusura. La Curia Arcivescovile aveva avvertito immediatamente la Compagnia dei Carabinieri di Spoleto, che hanno svolto le indagini, visionando anche le immagini dell’impianto di video sorveglianza.

«Un atto grave che ferisce la sensibilità e la devozione di tante persone», aveva dichiarato l'arcivescovo di Spoleto-Norcia, Renato Boccardo, dopo il furto nel Duomo.

Sono state «determinanti» le immagini registrate dal sistema di videosorveglianza del duomo di Spoleto per individuare il presunto autore del furto della reliquia di Papa Giovanni Paolo II denunciato dai carabinieri. L'uomo è stato infatti ripreso nelle fasi precedenti e nel momento del furto, nonché negli spostamenti successivi per i vicoli, grazie alle telecamere del Comune di Spoleto. I militari lo hanno poi «seguito» nel suo percorso verso la stazione ferroviaria, mentre saliva su un treno diretto a Foligno, per poi proseguire verso la sua abitazione, prendendo una coincidenza diretta in Toscana.

Le immagini del volto, parzialmente coperto da un cappello, estrapolate dai filmati, e le particolari caratteristiche fisiche - spiega ancora l'Arma -, hanno fatto emergere i primi elementi per la ricerca. I carabinieri hanno notato quella che è considerata la disinvoltura di azione e movimento del presunto autore del furto, tale da fare loro ipotizzare di avere a che fare con un «professionista». Grazie alla conoscenza dei soggetti dediti ai furti d' arte, attraverso le informazioni fornite dai carabinieri del Nucleo Tpc di Firenze, immediatamente attivati dai colleghi umbri, si è giunti alla sua identificazione.

Una volta ricostruiti i movimenti e dopo averne riferito gli esiti al magistrato titolare dell'indagine, la procura della Repubblica di Spoleto ha emesso un decreto di perquisizione personale e locale a carico dell'indagato. Il provvedimento è stato eseguito presso la residenza dell'uomo con l'obiettivo di ritrovare anzitutto la preziosa reliquia, nonché ulteriori elementi di prova. Dell'oggetto sacro però ancora nessuna traccia.

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