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Le regole dell'estate, da Sorrento a Praia: se giri in costume scatta la supermulta (fino a 500 euro)

Raffica di regole sul decoro urbano nelle città turistiche, vietato camminare a torso nudo. Sanzioni fino a 500 euro

Le regole dell'estate da Sorrento a Praia: se giri in costume scatta la supermulta (fino a 500 euro)
di Graziella Melina
5 Minuti di Lettura
Domenica 10 Luglio 2022, 21:51 - Ultimo aggiornamento: 12 Luglio, 12:37

Dopo due anni e mezzo di pandemia, la voglia di sentirsi liberi gli italiani devono averla preso troppo alla lettera, anche quando scelgono gli abiti da indossare in vacanza. Se infatti in passato la canotta scollata o i pantaloncini troppo corti facevano storcere il naso soltanto a qualche parroco - costretto poi ad affiggere una locandina in bella vista sul dress code in chiesa - la questione del vestiario ora tiene banco persino nei consigli comunali. L’abitudine dei vacanzieri a non indossare le magliette mentre si spostano spensierati per strada, vanno a fare la spesa, e poi si fermano a prendere un caffè al bar, per i sindaci deve essere contrastata, anche con le maniere forti. 

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LE NUOVE REGOLE

L’ultimo in ordine di tempo a mettere nero su bianco le regole su come vestirsi è stato il sindaco di Sorrento, Massimo Coppola. Secondo il primo cittadino, la norma di decoro serve per arginare «un malcostume e comportamenti che vengono avvertiti dalla generalità delle persone come contrari al decoro e alla decenza». La sanzione prevista per l’inosservanza del provvedimento varierà da 25 a 500 euro. Agli agenti della polizia municipale, il compito di vigilare e fermare i trasgressori. Ma la questione della mancanza di decoro nell’abbigliamento non è nuova, e soprattutto mette d’accordo diverse amministrazioni comunali da nord a sud d’Italia. A Caorle, nel Veneziano, il sindaco Marco Sarto ha spiegato che il costume va benissimo in spiaggia e nei lungomari, ma in centro storico serve il dovuto rispetto. Quindi, nell’antico borgo marinaro, soprattutto vicino alle chiese, guai a circolare a torso nudo e in abiti succinti. I vacanzieri sono stati avvisati. 

 

LA SARDEGNA

Non ha intenzione di chiudere un occhio nemmeno il sindaco di Cagliari Paolo Truzzu. Nel nuovo regolamento di polizia urbana è stato indicato senza giri di parole che è vietato rimanere in costume o a torso nudo «al di fuori dagli stabilimenti balneari o dalle zone a ciò destinate». E sempre in Sardegna, anche il sindaco di Villasimius (provincia del Sud Sardegna), Gianluca Dessì, ha deciso di mettere un freno alla libertà di andare in giro seminudi: nei giorni scorsi ha firmato tre nuove ordinanze per garantire la «tutela del decoro urbano, migliorare la civile convivenza e la vivibilità negli spazi pubblici». In sostanza, fino al 30 settembre a Villasimius è vietato circolare in costume da bagno e a torso nudo. Dopo averne visti a decine, persino nei negozi, senza maglietta o solo con un pareo trasparente, alla fine non devono averci pensato due volte nemmeno in Calabria: a Praia a Mare (in provincia di Cosenza), la nuova ordinanza per la stagione turistica 2022, firmata dal sindaco Antonino De Lorenzo, prevede che dal 7 luglio e addirittura fino al 15 ottobre è vietato circolare indossando esclusivamente il costume da bagno. Chi è abituato ad aggirarsi a torso nudo e scalzo ha le ore contate anche a Tropea (Vibo Valentia). Il sindaco Giovanni Macrì, per il terzo anno consecutivo, ha firmato un’ordinanza sul decoro cittadino: chi vuole girare in costume dovrà mettere in conto di dover sborsare da 125 a 500 euro di multa. Di vacanzieri “allergici” alle magliette devono essercene tanti anche a Giulianova (Teramo), se l’amministrazione comunale anche quest’anno ha dovuto ricordare ai residenti e ai turisti che il decoro della città va tutelato, e che proprio per questo è ancora in vigore un’ordinanza (la 367 del 23 agosto di 4 anni fa), firmata dal vicesindaco di allora, Nausicaa Cameli. Per evitare fraintendimenti, nel documento si sono premurati di specificare che «il divieto di circolare o sostare» vale «su tutte le strade, vie, viali e piazze cittadine e in tutti gli altri luoghi pubblici, esercizi pubblici o mezzi pubblici in costume da bagno o a torso nudo, con la sola esclusione delle aree adibite alla balneazione».

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LE ALTRE CITTÀ

Ma se il senso del decoro, spesso superato dall’abitudine a vestirsi senza badare troppo alla suscettibilità altrui, è addirittura finito nell’agenda dei sindaci delle località turistiche, non può stare tranquillo nemmeno chi amministra una città senza spiagge. Per concedersi una bella esposizione al sole, magari senza lasciare i segni del costume, basta infatti anche un prato o una villa comunale in qualunque città. E così alla fine al Parco Nord di Milano hanno deciso che non sarà più possibile prendere il sole in topless e tanga: il nuovo regolamento, che dovrà però essere votato dal Comune, prevede multe dai 300 euro in su.

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