Regeni, la procura indaga cinque ufficiali 007: «Accusati di sequestro di persona»

Martedì 4 Dicembre 2018

Con l'ipotesi di reato di concorso in sequestro di persona la Procura di Roma ha iscritto cinque persone nel registro degli indagati nell'ambito dell'inchiesta sul sequestro e uccisione di Giulio Regeni, il giovane ricercatore friulano scomparso il 25 gennaio 2016 e trovato morto pochi giorni dopo in Egitto, sulla strada che collega il Cairo con Alessandria d'Egitto. Si tratta in particolare di ufficiali appartenenti ai servizi segreti civili egiziani (dipartimento Sicurezza nazionale) e della polizia investigativa che, secondo quanto ricostruito dalle indagini del Ros e dello Sco, avrebbero avuto un ruolo nella vicenda.

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Tra le persone alle quali il procuratore capo Giuseppe Pignatone e il sostituto Sergio Colaiocco contestano il reato di concorso in sequestro di persona ci sono vertici funzionari dei servizi segreti egiziani. In particolare si tratterebbe del generale Sabir Tareq, i colonnelli Usham Helmy e Ather Kamal, il maggiore Magdi Sharif e l'agente Mhamoud Najem.

Il vicepremier Matteo Salvini. «Sono tre anni che aspettiamo: voglio mantenere buoni rapporti con l'Egitto e faccio di tutto per avere buoni rapporti economici, culturali, commerciali e sociali con un Paese amico, ma da italiano e da padre aspetto nomi e cognomi dei colpevoli, perché tre anni mi sembrano sufficienti». È quanto dichiara il ministro dell'Interno Matteo Salvini, al termine della cerimonia nella basilica di San Giovanni in Laterano, per la festa di Santa Barbara patrona della Marina Militare e dei Vigili del Fuoco.

Ultimo aggiornamento: 13:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA