Reddito di cittadinanza: vanno alle Poste con la card per riscuotere il sussidio, ma nessuno dei 23 romeni ne aveva diritto

Reddito di cittadinanza: vanno alle Poste con la card per riscuotere il sussidio, ma nessuno dei 23 romeni ne aveva diritto
2 Minuti di Lettura
Lunedì 4 Gennaio 2021, 09:01 - Ultimo aggiornamento: 09:04

Reddito di cittadinanza, la guardia di finanza di Rovigo ha denunciato 23 romeni per aver percepito illecitamente il sussidio. Il controllo, svolto con il supporto con l'Inps, è partito dopo che alcuni giorni fa si erano presentate all'ufficio postale di Santa Maria Maddalena alcune persone chiedendo l'attivazione della propria card e quindi la riscossione delle somme di cui a loro dire avevano diritto in quanto destinatari del reddito di cittadinanza.

Covid, false dichiarazioni per avere buoni spesa: 156 denunciati, alcuni avevano migliaia di euro sui conti

Messina, oltre 20 boss condannati per mafia percepivano il reddito di cittadinanza: sequestrati 330mila euro

I sospetti

Insospettito da alcuni documenti presentati, il personale delle Poste ha avvisato i finanzieri di Occhiobello. I richiedenti avevano infatti presentato on-line sul portale Inps le domande per ottenere il Reddito di Cittadinanza a seguito delle quali, ricevuto un Pin dall'Inps, potevano recarsi presso gli uffici postali incaricati e quindi ricevere le tessere elettroniche prepagate relative al beneficio e incassarne il saldo.

Residenza

I finanzieri hanno poi scoperto che tutti gli indagati avevano richiesto pochi mesi prima l'emissione del codice fiscale in alcune città della Lombardia, dove peraltro sarebbero risultati risiedere. Le indagini hanno invece permesso di evidenziare che nessuno di loro aveva diritto al Reddito di Cittadinanza in quanto carenti del requisito di residenza sul territorio nazionale da almeno 10 anni di cui gli ultimi 2 continuativi.

Card bloccata

 

È stata quindi bloccata la procedura di rilascio di 23 card elettroniche e sequestrato, al momento, il saldo di 3 di esse per un totale di 2.500 euro. La posizione di tutti e 23 gli indagati sono state segnalate anche all'Inps per interrompere l'erogazione ed il recupero di quanto corrisposto. 

Video

© RIPRODUZIONE RISERVATA