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Il razzo cinese fuori controllo può colpire l'Italia? «Possibilità remote, ma non possiamo escluderlo»

Al via il monitoraggio della Protezione Civile sul rientro incontrollato in atmosfera del secondo stadio del lanciatore cinese Prc-Cz5B

Razzo cinese fuori controllo può colpire l'Italia? «Possibiltà remote, ma non possiamo escluderlo»
4 Minuti di Lettura
Giovedì 28 Luglio 2022, 19:56 - Ultimo aggiornamento: 29 Luglio, 14:07

I detriti del razzo cinese Lunga Marcia 5Bche il 24 luglio scorso ha portato in orbita il secondo modulo della stazione spaziale Tiangong, cadranno sulla Terra nei prossimi giorni. Ma c'è ancora incertezza sulla data esatta dell'impatto. L'ultimo aggiornamento, fornito dalla rete di sorveglianza spaziale degli Stati Uniti, colloca l'evento intorno alle ore italiane 20.39 del 30 luglio, con un'incertezza di più o meno 15 ore. L'area interessata dalla caduta dei detriti spaziali è per ora circoscritta all'Oceano Pacifico settentrionale, ma è impossibile avere dati certi fino a poche ore prima del rientro.

 

Razzo cinese può colpire l'Italia?

Il monitoraggio del rientro incontrollato in atmosfera del secondo stadio del lanciatore cinese Prc-Cz5B interessa anche l'Italia. Si è tenuto questa mattina, presso la sede del Dipartimento della Protezione Civile, il primo incontro del tavolo tecnico che seguirà le operazioni. Alla riunione hanno preso parte, oltre all'Asi (Agenzia Spaziale Italiana), un membro dell'ufficio del consigliere militare della Presidenza del Consiglio, rappresentati del ministero dell'Interno - Dipartimento dei Vigili del Fuoco, della Difesa, Covi e degli Esteri, Enac, Enav, Ispra e la commissione di Protezione civile della Conferenza delle Regioni.

«Successivamente, nonostante la bassa possibilità che uno o più frammenti del lanciatore possano colpire il nostro Paese - fa sapere la Protezione Civile - il Capo del Dipartimento, Fabrizio Curcio, ha presieduto il Comitato operativo della Protezione civile per informare sull'evoluzione dello scenario atteso le componenti e le strutture operative del Servizio nazionale, nonché le Regioni interessate».

«Sulla base degli ultimi dati forniti dall'Agenzia Spaziale Italiana, al momento la previsione di rientro sulla terra è fissata in un'ampia finestra di incertezza tra la sera del 30 luglio e la sera del 31 luglio. In questo periodo sono previste, sul nostro Paese, tre differenti orbite che andranno ad interessare, per alcuni secondi, 5 porzioni di territorio delle regioni centro-meridionali e insulari - conclude - Non è quindi ancora completamente possibile escludere la remota possibilità che uno o più frammenti del satellite possano cadere sul nostro territorio».

«Di solito a cadere sulla Terra sono oggetti molto più piccoli»

«Il 60-70% degli stadi centrali dei razzi lanciati nello spazio sono soggetti a rientro incontrollato, ma di solito si tratta di oggetti molto più piccoli», spiega all'Ansa Luciano Anselmo, ricercatore presso l'Istituto di Scienza e Tecnologie dell'Informazione «Alessandro Faedo» del Cnr (Isti-Cnr) ed esperto in dinamica spaziale. «In questo caso invece si parla di circa 25 tonnellate - aggiunge Anselmo - è l'oggetto più massiccio che può rientrare senza controllo».

La parte del razzo che ricadrà sulla Terra, infatti, è lo stadio principale, cioè il cilindro centrale provvisto di due motori. «Normalmente questo stadio così grande non entra in orbita, ma ricade in mare in modo controllato subito dopo il lancio», continua Luciano Anselmo. «Questa tipologia di missione, invece, ha richiesto che anche lo stadio principale entrasse in orbita, ponendo quindi il problema di cui si sta discutendo, perché non c'è possibilità di riaccendere i motori per guidare la caduta del razzo. Ed è un problema che si ripresenterà - dice ancora il ricercatore - con il lancio del terzo modulo necessario per la costruzione della stazione spaziale cinese Tiangong».

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