Ravanusa, trovati gli ultimi corpi: l'abbraccio commosso dei vigili del fuoco. Nuovi allarmi per fughe di gas

Ravanusa, trovati gli ultimi corpi: l'abbraccio commosso dei vigili del fuoco. Nuovi allarmi per fughe di gas
di Mauro Evangelisti
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Martedì 14 Dicembre 2021, 20:49 - Ultimo aggiornamento: 16 Dicembre, 08:28

dal nostro inviato

Dopo 72 ore di lavoro senza sosta, di ricerche instancabili e professionali tra le macerie, quando anche le ultime due salme sono state restituite alle famiglie, molti dei vigili del fuoco si sono fermati in silenzio e abbracciati. Qualcuno di loro si è commosso, perché quando lavori sul luogo di un disastro non ti fermi un attimo, ma poi, malgrado tanti interventi alle spalle, ti rendi conto del dolore che sta vivendo Ravanusa, la cittadina della provincia di Agrigento che nell’esplosione di sabato notte ha visto morire nove persone. «Non era questo l’epilogo che volevamo, speri sempre di trovare qualche superstite, purtroppo non è andata così» racconta uno dei 141 vigili del fuoco impegnati sul luogo del disastro.

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Il nuovo allarme per una dispersione di gas

Intanto, poco distante a via Trilussa (luogo dell’esplosione), in via Galilei nuovo allarme per una dispersione di gas, sono accorsi anche i vigili del fuoco. Spiegano da Italgas, la società di gestione del servizio: «A seguito di accurati controlli del personale del Pronto Intervento si sta procedendo alla sostituzione di una porzione di condotta aerea, posta al limite della sede stradale al servizio di un’abitazione». Italgas ha anche precisato che «di aver ricevute in totale tre segnalazioni riguardanti le vie Calabria, San Francesco e Galileo Galilei. A seguito di verifiche, per due di esse non sono state rilevate alcune perdite; per una terza i tecnici hanno provveduto alla sostituzione di un breve tratto di tubazione di piccolo diametro, posto al limite della sede stradale. Le segnalazioni sono state tutte verificate ampliando il controllo della rete anche a tutte le vie limitrofe». Italgas Reti ha anche organizzato un presidio stabile di Pronto Intervento a Ravanusa e un’attività straordinaria di monitoraggio dell’intera rete cittadina «attraverso l’impiego della tecnologia Picarro Surveyor, la più all’avanguardia».

 

Gli ultimi due corpi ritrovati

Nel tardo pomeriggio di oggi sono stati ritrovati gli ultimi due cadaveri, padre e figlio. Non erano nell’appartamento, come si immaginava inizialmente, ma nel garage e per questo è stato necessario più tempo per trovare i corpi. Sono Calogero Carmina, 60 anni, e il figlio Giuseppe, 34 (imbianchino, sposato, lascia due figli piccoli). Nella palazzina crollata abitava solo Calogero, Giuseppe era passato solo per aiutare il padre a rimettere l’auto in garage, per questo entrambi i cadaveri erano in quell’area. Non si può neanche escludere che, a fronte di un accumulo di gas causato da una perdita sotterranea, l’innesco sia stato l’interruttore per accendere la luce del box. Sono solo congetture. Resta il dolore di due donne che anche ieri assistevano alle ricerche, in lacrime: suor Agata, che in questa tragedia ha perso il padre Calogero e il fratello. Ed Eliana, la giovane moglie di Giuseppe.

L'inchiesta

Da oggi l’inchiesta ha preso nuova forza. Le indagini sono guidate dal procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, e condotte dai carabinieri, in particolare dal comandante provinciale Vittorio Stingo e dal comandante della compagnia di Licata, Augusto Petrocchi. «Faremo di tutto perché i cittadini di Ravanusa conoscano la verità sulle cause di questa tragedia. E vigileremo perché non ci siano atti si sciacallaggio». Le ricerche sono concluse, un’area di 10mila metri quadrati è stata posto sotto sequestro e 150 persone non possono rientrare nelle loro case, bisogna evitare che, adesso che la macchina dei soccorsi e dei media viene smobilitata, qualcuno approfitti del buio per entrare a rubare.

Da oggi sono cominciate le autopsie. La procura, inoltre, ha nominato un pool di consulenti per comprendere perché decine di testimoni raccontino che da anni, in città, si percepiva l’odore del gas, perfino dai lavandini. Comune, carabinieri e Italgas (la società che gestisce il servizio) hanno però detto che segnalazioni ufficiali non sono mai arrivate. Un gruppo specializzato dei Vigili del fuoco è a Ravanusa per individuare il punto di innesco, Secondo i sopravvissuti ma anche molti sfollati le fiamme «uscivano anche dai muri». Dice il procuratore Patronaggio: «Rimosse le macerie le indagini tecniche ripartiranno con nuovo vigore per l’ accertamento delle cause del disastro».

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