Quindicenne picchiato e sequestrato da quattro coetanei a Varese: prima condanna per tortura

Quindicenne picchiato e sequestrato da quattro coetanei: prima condanna per tortura
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Mercoledì 3 Luglio 2019, 21:07 - Ultimo aggiornamento: 4 Luglio, 00:20

Prima sentenza di condanna in Italia per il reato di tortura quella emessa oggi dal Tribunale per i minorenni di Milano, nei confronti dei quattro quindicenni accusati di aver segregato e picchiato un coetaneo in un garage di Varese. Lo ha confermato il procuratore del Tribunale per i minorenni Ciro Cascone.

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Quattro anni e sei mesi al capo-banda e quattro anni ad altri tre della stessa banda: sono le condanne inflitte oggi in abbreviato dal Tribunale per i Minorenni di Milano a quattro quindicenni accusati di aver segregato, picchiato e torturato un loro coetaneo, in un garage di Varese lo scorso novembre. Una condanna destinata a fare storia in Italia perché si tratta della prima sentenza per il reato di tortura, come ha confermato il procuratore del Tribunale per i minorenni Ciro Cascone. La condanna più alta è stata inflitta dal giudice al minore ritenuto la mente del sequestro e del pestaggio del quindicenne, legato e picchiato con un bastone di ferro in un un box di Varese. A quanto è emerso era pronto a lasciare l'Italia con la madre prima di essere arrestato. L'accusa aveva chiesto condanne per un totale di 21 anni di carcere, sostenendo che tutti e quattro i giovani imputati non abbiano mostrato segni di ravvedimento ed empatia con la vittima. Le difese avevano chiesto per i giovanissimi la messa in prova a cui la Procura minorile si è opposta, posizione sposata anche dal giudice.


La seconda, ha aggiunto Cascone, «riguarda i fatti avvenuti in provincia di Taranto», ovvero i sei minorenni accusati, in concorso con altri due maggiorenni, «indiziati dei delitti di tortura aggravata, danneggiamento aggravato, violazione di domicilio e sequestro di persona», nei confronti di un uomo di 66 anni «individuato quale bersaglio per le sue condizioni di minorata difesa, in quanto solo ed affetto da disturbi psichici», e poi poi deceduto in ospedale. 

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LA VITTIMA
«Soddisfazione per la condanna equa e avvenuta in tempi brevi, una particolare attenzione al caso, come era giusto». E' il commento dell'avvocato Augusto Basilico, legale del quindicenne segregato e picchiato in un box si Varese nel novembre 2018, a seguito della sentenza di condanna dei suoi quattro aguzzini, tutti coetanei, emessa oggi dal Tribunale per i minorenni di Milano, la prima in Italia per il reato di tortura. Il giovanissimo, vittima per ore di pestaggio e sevizie, ha riferito il legale, «sta meglio, ma rivivere la vicenda con il processo, seppur a distanza, lo ha turbato». Poi ha concluso, «ora si vedrà quando torneranno liberi, speriamo che per allora avranno maturato il pentimento e non ci siano più contatti con il mio assistito».

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