Gratta e vince 100mila euro, ma il tabaccaio lo imbroglia e gliene dà 7.800: «Non dirlo ai carabinieri»

Gratta e vince 100mila euro, ma il tabaccaio lo imbroglia e gliene dà 7.800: «Non dirlo ai carabinieri»
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Mercoledì 25 Maggio 2022, 21:42 - Ultimo aggiornamento: 27 Maggio, 18:41

L'euforia per aver vinto al Gratta e Vinci 100 mila euro in pochi secondi è sfumata per essere stato imbrogliato dal gestore del bar tabaccheria alla periferia di Milano dove spesso, la mattina, andava a fare colazione prima di recarsi al lavoro. Quell'uomo cinese soprannominato da tutti 'Enzo' con la scusa di controllare l'effettiva vincita, si è intascato il biglietto e ha tentato di consegnare al malcapitato, sostenendo che era giusto così, 7.800 euro in contanti. Una somma che è pari alla vincita - al netto depurato delle tasse - di 10 mila euro, ossia un decimo dell'importo frutto della giocata fortunata.

Il caso, per cui una coppia è finita indagata, lui 46enne per truffa aggravata, lei 36enne per ricettazione, risale al giugno dell'anno scorso e ricorda quello del tabaccaio napoletano accusato di aver rubato un Gratta e Vinci da mezzo milione di euro a una signora. Per la vicenda il pm milanese Cristian Barilli in questi giorni ha notificato l'avviso di chiusura delle indagini in vista della richiesta di processo per i due, mentre lo scorso marzo ha ottenuto dal gip Ileana Ramundo il sequestro preventivo di poco più di 80 mila euro depositati sul conto corrente aperto dalla donna due giorni prima della validazione del tagliando vincente sottratto.

Secondo la ricostruzione del pm Barilli, la vittima, un 59enne milanese, l'11 giugno dell'anno scorso, attorno alle 5.30 di mattina, prima di andare a fare le pulizie in uno stabile in via Ripamonti, si reca - come accade ogni giovedì e venerdì - a fare colazione in un bar tabacchi della zona: ordina caffè e brioche e compra un biglietto della lotteria Gratta e Vinci. Gratta il biglietto e appare la somma 2000. «Questo numero vincente deve essere moltiplicato per 50», racconta agli investigatori l'uomo. Il quale, per essere sicuro della vincita, chiama un amico che sul telefono ha scaricato una apposita App per controllare inquadrando il codice presente sul biglietto. La seconda verifica, dopo l'invio della foto del biglietto, conferma che la cifra vinta è «superiore a 10.000 euro».

Emozionato, il 49enne si avvicina al banco dei tabacchi per le procedure per l'incasso e rivolgendosi a Enzo dice: «Ho grattato ed è uscito il 50 per duemila». Il gestore prima gli chiede il biglietto. Dopo di che domanda anche iban e il codice fiscale che restituisce immediatamente, invitandolo invece nel retrobottega. Dopo qualche minuto il tabaccaio riappare con due mazzette di banconote per un totale di 10 mila euro. Di questa somma ne consegna solo 7.800 in quanto gli altri 2.200 sono per le imposte. Anzi, alle proteste del truffato, risponde «che queste cose non si possono fare, non avvisare nessuno» o fa finta di non capire e comunque, nonostante le insistenti richieste del malcapitato, non ridà indietro il biglietto vincente.

Il giorno dopo quando il 59enne si reca al bar per riavere il suo Gratta e Vinci, Enzo gli dice di averlo consegnato «a un'altra persona che mi ha dato gli stessi soldi» aggiungendo di «non andare dai carabinieri altrimenti ci denunciano tutti e due». Da qui la denuncia vera e le indagini che hanno portato a scoprire che la convivente del tabaccaio, che è pure la titolare del locale, il 14 luglio successivo ha validato il tagliando e ricevuto il bonifico della vincita su un conto da lei aperto due giorni prima dell'incasso della cifra al netto delle imposte ossia 80.100 euro. I soldi ora sono sotto sequestro e verranno restituiti una volta chiuso in via definitiva il procedimento penale aperto nei confronti dei due. 

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