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Precipita nel pozzo alla festa dei 40 anni, muore il manager Antonio Andriani: cede lastra su cui stava ballando

L'uomo 11 anni fa aveva sconfitto un tumore. Il post: "Festeggio la vita perché ho avuto troppa paura"

Precipita nel pozzo alla festa dei 40 anni, muore il manager Antonio Andriani: cede lastra su cui stava ballando
di Federica Zaniboni
4 Minuti di Lettura
Lunedì 4 Luglio 2022, 07:14 - Ultimo aggiornamento: 15:38

A mezzanotte il brindisi, gli auguri e gli abbracci. Pochi minuti più tardi, la tragedia. Antonio Andriani stava festeggiando il 40esimo compleanno a Erice, nel Trapanese, quando ha perso la vita precipitando in un pozzo artesiano. La lastra che copriva la buca ha ceduto mentre l'uomo vi ballava sopra, facendolo cadere nel vuoto per oltre 25 metri. Gli amici e i familiari, che si erano riuniti per l'occasione, non hanno potuto fare altro che assistere inermi a quella scena agghiacciante, per poi allertare immediatamente i soccorsi. Quando il corpo è stato recuperato alle prime ore del mattino, non c'era più niente da fare.

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I FATTI
La festa era stata organizzata in una villetta che Antonio, originario di Molfetta (Bari), aveva preso in affitto nel piccolo Comune in provincia di Trapani. Era un giorno speciale, per lui. Non soltanto per la cifra tonda dei 40, ma anche perché nel luglio di undici anni fa aveva sconfitto un tumore. Attaccato alla vita, ottimista e fiducioso per il futuro, stavolta aveva deciso di festeggiare in grande stile, circondandosi di tutte le persone a cui voleva bene. Era felice e spensierato, mentre poco dopo lo scoccare della mezzanotte ballava su quella maledetta lastra di cemento. Probabilmente nessuno immaginava che al di sotto potesse esserci il vuoto. La copertura del pozzo, che si trovava nel piazzale di fronte all'ingresso della villetta dove a quel punto della serata gli invitati si erano spostati era rialzata da terra di una ventina di centimetri. All'improvviso, la lastra che era fissata sopra alla buca ha ceduto sotto il peso di Antonio, forse anche a causa dei suoi movimenti al ritmo della musica. In pochi istanti, l'uomo era precipitato. Non è riuscito ad aggrapparsi ai bordi e nessuno dei testimoni ha avuto il tempo di provare ad aiutarlo. Dal fondo di quel pozzo, il silenzio.


GLI INTERVENTI
Sul posto sono intervenuti i carabinieri e i vigili del fuoco, che si sono messi subito al lavoro per recuperare la vittima. Quando è stato chiaro che il corpo si trovava sul fondo, sotto una decina di metri d'acqua, si è reso necessario anche l'intervento dei sommozzatori. Le operazioni sono finite soltanto dopo le 4 del mattino: Antonio è stato portato fuori, dove gli amici e i familiari avevano aspettato col fiato sospeso e ormai poche speranze. Come emerso da un primo rilievo eseguito dal medico legale, l'uomo presentava una profonda ferita alla testa che potrebbe averne causato il decesso prima che raggiungesse il fondo della buca. Sembrerebbe che sia morto sul colpo, ma al momento non sarebbe da escludere nemmeno l'ipotesi dell'annegamento. Il cadavere è stato trasportato all'obitorio dell'ospedale di Marsala, dove verrà eseguita l'autopsia disposta dalla procura di Trapani. Mentre il pm ha aperto un'inchiesta, i carabinieri proseguono nel tentativo di ricostruire l'esatta dinamica dell'incidente e hanno già iniziato ad ascoltare le persone presenti alla festa.


LA VITTIMA
Antonio Andriani aveva lasciato la Puglia per trasferirsi nella città siciliana, dove dirigeva la Biosalius Trapani, azienda che si occupa della commercializzazione di dispositivi di depurazione e di aria pulita. Appassionato e diligente, di recente aveva ricevuto un encomio dalla società, la cui sede in Sicilia era risultata sesta in Italia per le vendite. Ma il suo grande amore era la musica.
Nello specifico, a Molfetta era conosciuto per le numerose esibizioni tributo a Renato Zero, cantautore a cui era legato da tutta la vita. Esattamente undici anni fa, poi, aveva vinto la battaglia più importante, quella contro il cancro. «Accarezzo la vita, così come lei ha fatto con me», scriveva l'anno scorso sul proprio profilo Facebook, in occasione del decimo anniversario della guarigione. «Festeggio la vita, perché sì, ho avuto paura, ma ho combattuto con tutte le mie forze e oggi lo racconto e festeggio. Nel frattempo mi rimetto comodo e continuo a viaggiare».

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