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Costa Smeralda, i turisti americani riempiono il vuoto lasciato dai russi fermati dalle sanzioni (con meno eccessi)

I turisti americani riempiono il vuoto lasciato dai russi fermati dalle sanzioni. Cambia anche la tipologia di vacanza: meno eccessi, più attenzione al territorio

Costa Smeralda, i turisti americani riempiono il vuoto lasciato dai russi fermati dalle sanzioni (con meno eccessi)
di Nicola Pinna, inviato a Porto Cervo
6 Minuti di Lettura
Domenica 14 Agosto 2022, 22:01 - Ultimo aggiornamento: 15 Settembre, 15:37

PORTO CERVO Tra i tornanti che si affacciano sulla baia di Cala di Volpe c’è la solita coda per scattare selfie e foto panoramiche al tramonto. «Quest’anno qui sembra che manchi una collina, ma finalmente si rivede il mare. Non c’è più il Dilbar piazzato all’orizzonte e anche noi possiamo permetterci di ammirare il golfo». Gli appassionati di panorami e di baci vista mare si godono i promontori della Costa Smeralda senza quella montagna di acciaio e lusso che Alisher Usmanov ancorava in rada da maggio a ottobre. Il magnate amico di Vladimir Putin fa i conti con le sanzioni e così ha dovuto saltare il giro della solita sfarzosissima estate in Sardegna. Il suo mega yacht è sotto sequestro e le sue ville sono tutte chiuse. Niente fuochi d’artificio a Ferragosto, niente concerto privato per il compleanno della sorella dello zar, che qui è sempre stato uno di famiglia. L’orizzonte si è liberato e nei locali di Porto Cervo la lingua semi-ufficiale non è più quella russa. La guerra delle presenze estive, nell’anno del conflitto vero alle porte dell’Ucraina, da queste parti l’hanno vinta proprio gli americani. Nemici giurati sullo scacchiere geopolitico e anche tra le spiagge candide del nordest sardo.

La sfida in riva

Senza l’eco dei micidiali lanciarazzi Himars il posto in prima fila in Gallura l’hanno conquistato gli statunitensi. E gli albergatori non sembrano per nulla dispiaciuti. Il dato lo confermano tutti, ma la gioia per il cambio di clientela non si può confessare a voce alta. «Non ci mancherà quella continua ostentazione della ricchezza – confidano alla reception di un grande resort – Ogni anno i russi ci hanno ossessionato con le loro pretese assurde, con il caos quotidiano e con quell’idea di divertimento fuori dalle regole e spesso un po’ troppo cafone». Gli americani, dicono albergatori, pr e commesse delle boutique, si sono subito allineati a quell’idea di lusso elegante che per la Costa Smeralda era un credo fin dalla fondazione. Dall’arrivo del principe Aga Khan e dalla nascita di Porto Cervo sono passati sessant’anni esatti e nei giorni del compleanno, festeggiato con concerti per vip e cene di gala, inizia per la bomboniera delle vacanze sarde una nuova epoca storica. Finita (forse) quella dei russi senza freni, si riparte con una specie di invasione di turisti (e potentissimi uomini d’affari) arrivati dagli States. «Questo ci conferma che la carta vincente della Sardegna è la bellezza: le vicende internazionali, per quanto tristi e preoccupanti, non hanno compromesso la stagione», dice Renzo Persico, il presidente del Consorzio Costa Smeralda, che mette insieme i proprietari di super hotel e grandi ville in una specie di grande condominio a cinque stelle: «Tra l’altro – aggiunge Persico - c’è da dire che i russi non sono mai stati maggioritari tra Porto Cervo e dintorni, diciamo che si facevano notare più di altri». «Quella statunitense – racconta Giorgio Mereu, general manager di Petra Segreta, un relais incastonato tra le rocce di San Pantaleo - è una tipologia di clientela che ricerca un’accoglienza più discreta, meno standardizzata e soprattutto con un forte legame con il territorio e le esperienze che può offrire». «Noi abbiamo appena aperto e subito abbiamo ricevuto molte richieste dagli Stati Uniti – aggiunge il direttore del 7Pines di Baja Sardinia, Vito Spalluto – Gli americani, come i tanti nordeuropei già arrivati, cercano un tipo di lusso non ostentato, più rilassato e informale».

Il relax

Inflazione, gas e crisi politica non sono argomenti gettonati da queste parti. Perché l’aumento dei prezzi non preoccupa granché i magnati che hanno scelto la Gallura per il relax estivo. Nei porti della Costa Smeralda, ma anche a Cannigione, Portisco e Porto Rotondo sono ormeggiati gli yacht di personaggi che occupano i primi posti delle classifiche sul patrimonio. E basta l’app sui traffici marittimi per associare i nomi delle barche ai loro proprietari. I conti sono facili: dall’inizio dell’estate si sono visti su questi porti finanzieri e magnati (esclusi ovviamente gli oligarchi russi) che vantano un patrimonio di 261 miliardi di dollari. Al molo vecchio di Porto Cervo dove l’attracco arriva a costare 3.584 euro al giorno la lista di ormeggi di super-lusso è molto lunga. Gli americani si sono portati dietro anche molte star e i paparazzi hanno avuto di nuovo molto da fare, all’inseguimento del ricercatissimo Jared Leto, per fotografare Justin Timberlake e la moglie Jessica Biel, e per scoprire con chi fosse Millie Bobby Brown, la star di Stranger Things. «La forte ripresa del mercato americano è il dato più significativo di questa stagione – conferma Nicola Monello, direttore commerciale dell’Abi d’Oru di Porto Rotondo - L’assenza del mercato russo non l’abbiamo avvertita, la carenza di personale e problemi dei trasporti invece sì».

Le scoperte

Il mare, si sa, è sempre la carta vincente, ma gli statunitensi che hanno invaso la Sardegna chiedono di scoprire anche altro. «Scelgono una vacanza più esperienziale – racconta Marco Berio che ha trasformato uno stazzo gallurese abbandonato in un piccolo gioiello dell’accoglienza – Noi di Gallicantu siamo a Luogosanto, non proprio sul mare, e i nostri ospiti americani, arrivati soprattutto dalla California e da New York, non vogliono soltanto passare le giornate nella natura o sfruttare la piscina. Vogliono semmai seguire corsi di cucina tradizionale, assaggiare i piatti tipici e i vini». E mentre i genitori passano la serata tra ristoranti stellati e locali tra le rocce, i ragazzi si spostano in città: eccoli a Olbia, nella folla che aspetta di ascoltare Blanco e Salmo sul palco del Red Valley festival. «Sono famosi anche negli Stati Uniti – dicono Jack e Daniel, cugini 22enni di Chigaco – Li abbiamo scoperti su Youtube, sono fortissimi, anche se capire i testi dei loro pezzi per noi non è facile». Dalla Costa Smeralda al Sulcis ci sono molte ore di auto e la giovane guida turistica Maria Paolucci ha catturato con i social le comitive arrivate da New York: «Vengono qui per scoprire il mondo magico delle vecchie miniere e la storia economica di questa parte della Sardegna, che viene spesso trascurata dai vacanzieri troppo concentrati sul mare. Che gli americani siano arrivati fin qui è un gran bella notizia».

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