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Polizia, la direttiva alle pattuglie. «Evitate gli inseguimenti» E gli agenti insorgono

La direzione della stradale in Lombardia: operare con prudenza e segnalare chi fugge

Polizia, la direttiva alle pattuglie. «Evitate gli inseguimenti» E gli agenti insorgono
di Giacomo Nicola
4 Minuti di Lettura
Sabato 2 Aprile 2022, 06:46 - Ultimo aggiornamento: 3 Aprile, 19:33

«Non andate troppo veloce nell'inseguire i banditi in fuga». L'invito della direzione della polizia stradale in Lombardia potrebbe far pensare a uno scherzo, a un pesce d'aprile, invece è tutto vero. Salvo poi la precisazione del Viminale: non c'è nessun divieto. La questione intanto ha sollevato non pochi dubbi tra i poliziotti della stradale di tutta Lombardia.
La circolare numero 220009900/220.19 risale a qualche giorno fa. Il dirigente del settore Maria Dolores Rucci ha ammonito gli agenti dell'intera regione a operare «col massimo livello di prudenza e di accortezza» verso le auto che non rispettano l'alt e scappano. Limitandosi ad annotare la targa, il tipo e il modello di auto, a segnalare via radio «a tutte le altre forze di polizia presenti sul territorio per il rintraccio dei fuggitivi».
Dal Viminale è però arrivato un chiarimento: «Non si è mai voluto venir meno al compito di inseguire gli automobilisti inottemperanti all'obbligo di arrestarsi all'alt, le stesse bensì trovano origine nell'esigenza di garantire la maggiore tutela possibile all'incolumità degli utenti stradali e degli stessi operatori di polizia, raccomandando a questi ultimi di adottare in tali occasioni tutte le opportune cautele senza, ovviamente, venir meno ai propri compiti istituzionali».

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L'INVITO
Insomma, non un divieto tassativo, ma piuttosto l'invito ad adottare qualche cautela in più. «Le disposizioni impongono l'acquisizione di tutti gli elementi descrittivi e identificativi dell'automobile in fuga da condividere tempestivamente con la centrale operativa della polizia stradale che, mediante un'attività di coordinamento, coinvolgerà anche altri equipaggi in supporto a quello inseguitore». Torniamo alla circolare della polstrada Lombardia.
Quelle disposizioni, si legge nel testo, erano già state diramate un anno fa. «Ma - sottolinea la dirigente - si verificano ancora degli inseguimenti. Invece la reazione del personale della Specialità deve essere attenta e ponderata tenendo in conto in primis dell'esigenza di salvaguardare la sicurezza di tutte le persone che circolano su strada». E quindi, in caso di fuga, la priorità è non farsi e non far male. «Con la dovuta cautela - precisa ancora - e non dimenticando le possibili responsabilità penali e disciplinari determinate da un comportamento imprudente, evidenziando il profilo etico correlato alle conseguenze di ordine morale che scaturiscono dal ferimento o dal decesso di persone direttamente coinvolte o estranee».

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I DANNI
La preoccupazione non è solo per l'incolumità degli agenti. Anche i danni alle volanti sono da evitare. «Su questi episodi verranno effettuati puntuali inchieste amministrative».
Un deterrente per contenere i costi a carico dell'amministrazione. A far scoppiare il caso è stato il Sap, sindacato di polizia politicamente vicino a Lega e Fratelli d'Italia. Gianpiero Timpano, segretario nazionale, ha etichettato la circolare come «davvero mortificante». «Vorremmo preoccuparci di assicurare i delinquenti alla giustizia e non delle conseguenze interne». Alberto Balboni, senatore di FdI, ha già annunciato un'interrogazione urgente al ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese. Il consigliere regionale leghista Alessandro Corbetta, a sua volta, ne presenterà una all'assessore alla Sicurezza di Palazzo Lombardia, Riccardo De Corato. Disposizioni del genere però hanno sollevato perplessità anche tra i sindacati di polizia di orientamento diverso. Domenico Pianese, del Coisp, infatti ha giudicato il documento «singolare e decisamente non in linea con i compiti della polizia di Stato».

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«Ci si dimentica che in alcuni casi chi forza un posto di controllo lo fa perché è un latitante o perché ha appena commesso una rapina, un omicidio o ha l'auto piena di droga». Meno tranchant, Antonio Attanasio dell'Usip: «Giusto sottolineare l'attenzione a tutti gli utenti della strada, stona il richiamo alla responsabilità». «Forse una maggiore sinergia tra reparti - aggiunge - potrebbe scongiurare situazioni difficili per tutti». E c'è chi invece, come Daniele Bena del Silp-Cgil, accoglie favorevolmente la direttiva: «Richiama una normativa che già esiste, di buon senso, perché tutela gli operatori: bisogna calibrare ogni intervento, che è ben diverso dal dire di non inseguire. Poteva senz'altro essere scritta in maniera diversa, ma il senso è quello lì».

 

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