Pensioni, l'Inps: «Non c'è nessun allarme, già pagato il 98,3% dei lavoratori»

Pensioni, l'Inps: «Non c'è nessun allarme, già pagato il 98,3% dei lavoratori»
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«Non esiste alcun allarme per il pagamento delle pensioni e delle altre prestazioni dell'Inps che possono essere finanziati attingendo, sulla base di vari strumenti che la legge mette a disposizione, a risorse dello Stato». L'Istituto lo mette nero su bianco dopo le polemiche seguite ad alcune indiscrezioni di stampa. Nel corso del 2020, spiega, il legislatore ha previsto che l'Inps finanziasse con risorse proprie alcune delle misure economiche finalizzate al contrasto degli effetti economici della pandemia. Contemporaneamente si sono registrate minori entrate contributive e la stima di questi effetti è riportata nell'assestamento del bilancio preventivo 2020 e nel bilancio preventivo 2021. 

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I dati dell'Inps

L'Inps fa sapere inoltre di avere coperto ad oggi il 98,3% delle richieste di cassa integrazione pervenute, ovvero 16,9 milioni di domande su 17,2 milioni spiegando che «sono in lavorazione i pagamenti per 293 mila prestazioni di cui 252 mila giunte a gennaio». Resterebbero quindi solo 41.000 pagamenti precedenti il mese in corso. Nessuna preoccupazione quindi: «ad oggi l'Inps ha gestito circa 3,56 milioni di domande di cig per emergenza Covid da parte delle aziende, e ne ha accettate oltre 3,29 milioni mentre quelle in lavorazione sono 88mila (60mila presentate tra dicembre e gennaio)». Nel complesso, per quanto riguarda i pagamenti ai lavoratori, l'Istituto ha gestito ad oggi oltre 17 milioni di operazioni di pagamenti diretti, rivolti a 3,6 mln di lavoratori, e oltre 10 milioni di pagamenti a conguaglio dopo anticipo alle aziende per 3,4 milioni di lavoratori, con un esborso complessivo, ad oggi, di quasi 20 miliardi di euro per cig Covid. Relativamente alle domande del periodo marzo-settembre 2020, precisa l'Inps, «risultano pendenti primi pagamenti diretti cig per 500 persone, pratiche ancora in esame per problematiche complesse, alcune delle quali possono riguardare fattispecie non autorizzabili». 

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L'Inps afferma che è comunque difficile pagare la cig diretta ai lavoratori prima di due mesi. Nel corso della giornata erano piovute critiche sull'operato dell'Inps dopo le cifre diffuse sui mancati pagamenti. Sia il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida, sia Claudio Durigon, responsabile del dipartimento lavoro della Lega, avevano parlato di «disastro» e di un «clamoroso fallimento» della gestione del presidente dell'Inps Tridico. «Una situazione indecente», ha affermato su Twitter Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera: «Tridico dovrebbe dare immediate spiegazioni e dimettersi un secondo dopo». «Dispiace constatare l'uso come minimo superficiale che alcuni media e forze politiche fanno dei dati relativi alla Cig Covid» è invece l'affermazione di Susy Matrisciano (M5S), presidente della Commissione lavoro del Senato.

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«Alcune interpretazioni giornalistiche, scompostamente e strumentalmente cavalcate dalle forze di opposizione, sosterrebbero che ci sono circa 200 mila pratiche giacenti di Cig, per un totale di 1,2 milioni di lavoratori in attesa. Basterebbe conoscere il meccanismo per sapere che, finché non pervengono dalle aziende i modelli SR41, non si può stimare il volume di beneficiari in attesa, che sono comunque nettamente inferiori, come spiegato dall'Inps».

Lunedì 25 Gennaio 2021, 17:43 - Ultimo aggiornamento: 20:21
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