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Patrizia Reggiani, la vedova Gucci raggirata da consulenti finanziari. In 8 a processo per «Circonvenzione di incapace»

Diverse accuse: peculato, furto, corruzione, induzione indebita

Patrizia Reggiani, la vedova Gucci "aggirata da consulenti finanziari". In 8 a processo per «Circonvenzione di incapace»
3 Minuti di Lettura
Lunedì 30 Maggio 2022, 15:08 - Ultimo aggiornamento: 31 Maggio, 07:34

Ci sono avvocati, consulenti finanziari e persino l'ex compagna di cella conosciuta a San Vittore durante i 26 anni di carcere per l'omicidio del marito Maurizio Gucci. Sono 8 gli indagati dalla procura di Milano accusati di aver "spennato" il patrimonio milionario che Patrizia Reggiani, vedova Gucci. Per loro il giudice ha formulato diverse accuse: peculato, furto, corruzione, induzione indebita e anche "circonvenzione di incapace" in quanto queste persone avrebbero agito approfittando della condizione di fragilità psichica di Reggiani, dovuta anche a un intervento subito per la rimozione di un tumore al cervello.

L'indagine,  condotta dalla Guardia di Finanza e coordinata dall'aggiunto Tiziana Siciliano e dal pm Michela Bordieri, è nata dalla decisione della giudice tutelare Ilaria Mazzei di disporre verifiche sui rendiconti del patrimonio di Reggiani, che hanno registrato uscite per 3 milioni. Inoltre tra gli elementi che hanno fatto avviare l'indagine, anche un esposto  presentato da Allegra Gucci, una delle due figlie di Patrizia Reggiani e Maurizio Gucci. 

Gli indagati 

Sono dunque otto i nomi degli indagati. Tra questi spicca Loredana Canò, ex compagna di cella a San Vittore, diventata convivente di Reggiani nella sua villa milanese, messa "sotto contratto come collaboratrice domestica" e infine «sfrattata» dai magistrati. C'è poi l'avvocato Daniele Pizzi, l'ex amministratore di sostegno di Reggiani nominato dal Tribunale nel 2019 su richiesta della madre di Patrizia, Silvana Barbieri. Altri addebiti sono mossi all’avvocato Maurizio Giani, esecutore testamentario della defunta signora Barbieri che è si è indicato presidente a vita di una fondazione che gestisce un complesso immobiliare da almeno 14 milioni dietro la Stazione Centrale (130 tra appartamenti e negozi e box affittati. 

 

E ancora tra gli indagati ci sono anche Marco Riva e Maria Angela Stimoli, presunti «prestanomi», oltre a Mario Wiel Marin e Marco Moroni, titolari di una società che ha svolto una perizia «sul valore economico di cinque società immobiliari» di cui era amministratrice Barbieri. 

Inquirenti e investigatori hanno ricostruito entità e movimenti del patrimonio della madre di Reggiani a partire dal '53, quando fu fondata la prima società immobiliare della signora Barbieri e fino al marzo 2021, quando è stato sostituito l'avvocato Pizzi, amministratore di sostegno dell'ex moglie dell'imprenditore della moda. Una serie di perquisizione erano già state effettuate nell'inchiesta nell'aprile 2021. 

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