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Passaporto sanitario da giugno per viaggiare in Europa: come funziona (e perché il progetto è a rilento)

Passaporto sanitario da giugno per viaggiare in Europa: come funziona (e perché il progetto è a rilento)
di Mauro Evangelisti
4 Minuti di Lettura
Lunedì 29 Marzo 2021, 06:32 - Ultimo aggiornamento: 11:20

Dal 15 giugno viaggeremo con il passaporto vaccinale. Potrà essere cartaceo, ma si punta soprattutto al formato elettronico, memorizzato sullo smartphone, in modo da ridurre al massimo l'interazione tra persone in aeroporto, nel rispetto delle regole anti Covid. Bene, ma viaggeremo solo se dimostreremo di essere stati vaccinati? No, non sarà così, almeno all'interno dei confini dell'Unione europea.

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SCENARIO
Sarà uno strumento molto utile, ma non indispensabile. Resterà l'alternativa dei tamponi, prima di partire o all'arrivo. Il passaporto vaccinale avrà un valore aggiunto, ci farà risparmiare tempo. Molto dipenderà dalla situazione epidemiologica che ci sarà in Europa a giugno, questo va sempre ricordato. E i certificati vaccinali che alcune Regioni come il Lazio hanno già pronti a cosa servono? «Potranno dialogare con il sistema europeo - dice Alessio D'Amato, assessore alla Salute del Lazio - anche perché il format è molto simile al nostro. Comprende un codice QR, indica il tipo di vaccino ricevuto, se si hanno gli anticorpi. Nel nostro c'è il numero di tessera sanitaria, in quello presentato ieri dal commissario europeo Thierry Breton ci sarà invece il numero del passaporto».
In Israele il green pass che consente a chi è vaccinato di partecipare ad eventi pubblici è già diffuso, grazie al numero elevato di cittadini immunizzati. In Europa uno strumento simile è prematuro, perché la percentuale di chi ha ricevuto le due dosi è ancora molto bassa e si rischia di creare una classe di privilegiati. Nei fatti, ad oggi i certificati vaccinali che rilasciano le Regioni non hanno alcun utilizzo, dovrà essere il governo italiano a decidere se renderli validi per consentire di andare a teatro, al cinema, allo stadio, al palasport. «Sarebbe il momento - attacca il presidente di Federalberghi Roma, Giuseppe Roscioli - di usare il certificato o passaporto vaccinale anche per rilanciare il turismo in Italia, consentendo i viaggi all'interno del Paese».

 


PROTOTIPO
Ma torniamo allo strumento di cui ha parlato ieri in una intervista al Messaggero, il ministro Roberto Speranza, e alla declinazione dell'Unione europea. Breton ha mostrato una sorta di prova generale del passaporto vaccinale che segnalerà anche se si è già stati contagiati in passato. «Il documento - ha spiegato Breton - potrà essere richiesto per prendere un aereo, per partecipare a eventi o per entrare in un luogo pubblico. Non sarà tuttavia obbligatorio. In mancanza del certificato basterà presentare un test negativo al Covid, come peraltro già oggi succede per molti spostamenti all'interno dell'Unione europea». Questa innovazione però ha un senso se ci saranno vaccini sufficienti per tutti, altrimenti chi resta tagliato fuori è punito due volte: non è protetto perché non ci sono dosi sufficienti, non può viaggiare o andare ai concerti perché è senza pass vaccinale. Su questo Breton, capo della task force sui vaccini, si è sbilanciato citando una data importante per lui che è francese, il 14 luglio (il giorno della presa della Bastiglia): «In Europa 360 milioni di dosi saranno consegnate alla fine del terzo trimestre, oltre 420 milioni a metà luglio. Numeri necessari per iniziare a parlare di immunità collettiva rispetto al coronavirus il 14 luglio». Se queste promesse saranno mantenute, se davvero non vaccinarsi sarà una scelta e non una condanna, allora lo strumento del passaporto vaccinale potrà avere un significato differente.
Progetto simile anche negli Usa: inizialmente è stato applicato dallo Stato di New York, ora l'amministrazione Biden studia un pass vaccinale a livello federale. Sarà lanciato il 4 luglio, in una sorta di festa d'indipendenza dal coronavirus.

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