Palazzina esplosa nel Casertano, dopo il marito muore anche Giuseppina per ustioni

Sulla vicenda è stata aperta un'indagine per disastro colposo e crollo colposo da parte della Procura di Santa Maria Capua Vetere

Palazzina esplosa nel Casertano, dopo il marito muore anche Giuseppina per ustioni
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Sabato 20 Novembre 2021, 09:26 - Ultimo aggiornamento: 10:01

È morta nella notte all'ospedale Cardarelli di Napoli la 74enne Giuseppina Sammaciccio, rimasta gravemente ferita ieri durante il crollo della palazzina di due piani, avvenuto a Cancello Scalo, frazione del comune di San Felice a Cancello (Caserta), in cui viveva con il marito Mario Sgambato, estratto ieri cadavere dalle macerie. La donna al suo arrivo era stata intubata per le gravissime ustioni riportate su tutto il corpo.

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Cosa è successo

Due morti. Questo il bilancio della tragedia avvenuta all'alba a Cancello Scalo, frazione del comune di San Felice a Cancello, dove una palazzina di due piani è crollata in seguito ad una forte esplosione provocata probabilmente da una fuga di gas metano. Nell'abitazione ubicata a piazza Castra Marcelli viveva una coppia, molto conosciuta in paese, di pensionati entrambi 74enni: lei, Giuseppina Sammaciccio, è stata estratta dalle macerie dai vigili del fuoco dopo sette ore, con fratture, escoriazioni e ustioni sul 70% del corpo, mentre il marito Mario Sgambato è stato trovato morto, schiacciato sotto il peso di una trave. La donna è poi deceduta nella notte al Cardarelli di Napoli.

I soccorsi

Sulla vicenda è stata aperta un'indagine per disastro colposo e crollo colposo da parte della Procura di Santa Maria Capua Vetere. La tragedia poteva avere un bilancio anche più grave visto che gli anziani coniugi, i cui due figli vivono ad Acerra e Aversa, avevano affittato il piano superiore ad una giovane coppia con bimbo piccolo, che doveva trasferirsi in questi giorni. Il boato è stata avvertito distintamente da tutto il vicinato; «pensavamo fosse un forte terremoto» hanno detto gli inquilini dei palazzi vicini, scesi in strada in pigiama dopo l'esplosione e il crollo. La deflagrazione ha rotto i vetri delle finestre dei palazzi circostanti, e pezzi di ferro dell'immobile e altro materiale sono finiti ovunque. Subito dopo si è messa in moto la macchina dei soccorsi: sul posto sono intervenute immediatamente due squadre dei Vigili del Fuoco, il nucleo Cinofili ed il nucleo movimento terra provenienti dalla sede centrale del Comando di Caserta e dal distaccamento di Marcianise.

Poco dopo è arrivata anche la squadra U.S.A.R. (Urban Search And Rescue), specializzata nelle ricerche di persone disperse sotto le macerie, e in breve a lavorare si sono ritrovati una sessantina di pompieri, provenienti anche da Roma e Napoli, oltre ai preziosi cani da ricerca. La 74enne intrappolata, nonostante le ferite, ha urlato più volte, permettendo ai vigili di localizzare il punto in cui era rimasta bloccata; i soccorritori si sono quindi fatti strada scavando con le mani e aprendosi un piccolo tunnel attraverso cui hanno raggiunto Giuseppina, che è stata estratta viva con difficoltà per una caviglia intrappolata; quando i vigili del fuoco l'hanno portata fuori in barella per consegnarla ai sanitari del 118, sono scattati gli applausi dei tanti cittadini presenti.

Dai primi accertamenti della squadra di polizia giudiziaria dei Vigili del Fuoco di Caserta e dai carabinieri della Compagnia di Maddaloni, è emerso che sarebbe stata una fuga di gas metano, forse da un tubo vecchio e logorato posto nella cucina, a generare l'esplosione che ha fatto crollare la palazzina. «Mario e Giuseppina formavano una coppia indivisibile - ha raccontato con commozione il sindaco di San Felice a Cancello Giovanni Ferrara - e sembravano due adolescenti per quanto si amavano e non avevano paura di mostrarlo. Era noti perché erano parte attiva della comunità: lui era volontario alla Protezione civile comunale, ed entrambi frequentavano la parrocchia».

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