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Padova, accoltella l'ex moglie che vuole il divorzio: Stefano Fattorelli nel 1999 aveva ucciso la convivente. Gli insulti e le minacce sui social

Sandra Pegoraro è stata pugnalata alle spalle, ora è grave in ospedale. Fino a ieri l'uomo ha continuato a scrivere messaggi di odio su Facebook

Padova, accoltella l'ex moglie che vuole il divorzio: Stefano Fattorelli nel 1999 aveva ucciso la convivente. Gli insulti e le minacce sui social
di Veronica Cursi
4 Minuti di Lettura
Mercoledì 11 Maggio 2022, 09:06 - Ultimo aggiornamento: 18:54

Ventitré anni fa aveva ucciso con 33 coltellate la sua convivente e per quel delitto aveva scontato 10 anni in carcere. Ne era uscito nel 2009, dopo aver seguito diversi percorsi di reinserimento e dopo esser stato giudicato innocuo. Ma innocuo Stefano Fattorelli, 50enne originario di Caprino Veronese, non lo è mai stato. E quello che è successo ieri, quando ha provato ad uccidere la sua ex moglie, è solo l'epilogo di una storia già scritta. Sandra Pegoraro di 51 anni, è stata  pugnalata alle spalle e ora si trova in gravi condizioni all'ospedale. Il tentato femminicidio si è consumato all'interno di una abitazione in via Cafasso all'Arcella di Padova.

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Cosa è successo

Secondo una prima ricostruzione Sandra sarebbe stata raggiunta dall'ex marito Stefano Fattorelli, di un anno più giovane, che l'avrebbe pugnalata alle spalle. I due si stavano separando a causa dell'eccessiva gelosia di lui. Dal 20 aprile non vivevano più insieme. Ieri le ha teso un agguato: l'ha aspettata e l'ha pugnalata alla schiena. Le urla della donna hanno fatto accorrere il vicino che ha dato l'allarme. Poco prima di mezzogiorno, sono giunti i carabinieri che hanno trovato la vittima in una pozza di sangue. La donna è stata trasportata d'urgenza in ospedale ed è stata immediatamente sottoposta ad un intervento chirurgico: ora è ricoverata in prognosi riservata.

 

I deliri sui social 

Proprio il 20 aprile Stefano pubblica sul suo profilo Facebook una foto di lui e Sandra insieme: «Forever, grazie di esserci stata». E' il giorno in cui la sua storia è finita. E inizia la persecuzione verso la ex, colpevole - a suo dire - di averlo tradito. «Niente sarà più come prima, niente sarà più», scrive il giorno dopo, 21 aprile. Da lì fino a ieri, giorno in cui prova a ucciderla accoltellandola alla schiena, Stefano sfogherà tutta la sua rabbia condividendola proprio sui social: «Ho avuto una relazione con il diavolo. Questa porcheria non ha limiti», scrive. E ancora: «Sto continuando a lavare casa, cosa che lei non ha mai fatto in 6 mesi, ma non riesco a togliere l'odore suo». «Non si può essere così infami e malvagi. Non riesco nemmeno a reagire. Mi ha usato come un bidone dell'immondizia, anzi peggio». I messaggi sono scritti all'alba: «Sono stato a un filo dal pensiero di farla finita e mi sono trovato circondato da amici». L'8 maggio scrive, oltre a lunga serie di pesantissimi insulti e minacce che non sono state evidentemente prese in considerazione: «Sono tornato e sono molto peggio, ops molto meglio, di prima». Ieri, l'ultimo messaggio: una foto con un pollice all'insù e il segno dell'ok. Come a voler dire: l'ho fatto. 

L'omicidio nel 1999

L'ex marito è stato fermato dai carabinieri e interrogato per l'intero pomeriggio. L'uomo nel 1999 aveva ucciso con 33 coltellate la convivente Wilma Marchi, trucidata davanti al cimitero di Grezzana. Nel 2011 era stato nuovamente arrestato per stalking in seguito alla denuncia della sua ex compagna, una psicologa di 54 anni, che Fattorelli perseguitava con pedinamenti, sms, telefonate ad ogni ora, scenate in pubblico e minacce di morte che, visto il passato di Fattorelli, erano più che concrete.

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