Omicron, Oms: «Casi raddoppiati in due settimane. Entro due mesi un europeo su due sarà contagiato»

Hans Kluge: «Iin alcuni Paesi già raggiunto il picco. Ora bisogna proteggere i più vulnerabili»

Omicron, Oms: «Casi raddoppiati in due settimane. Entro due mesi un europeo su due sarà contagiato»
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Martedì 11 Gennaio 2022, 11:41 - Ultimo aggiornamento: 12:42

Al ritmo attuale dei contagi, da qui a due mesi oltre il 50% degli europei sarà contagiato dalla variante Omicron del Covid. Lo ha detto il direttore dell' Oms Europa, Hans Kluge, in un briefing sull'andamento della pandemia del Vecchio Continente. 

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La regione europea «ha registrato oltre 7 milioni di nuovi casi di Covid segnalati nella prima settimana del 2022, più che raddoppiati in un periodo di due settimane» ha proseguito Hans Kluge, durante la conferenza stampa sugli aggiornamenti epidemici. «Al 10 gennaio, 26 paesi hanno segnalato che oltre l'1% della loro popolazione si è ammalata ogni settimana».

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 «In alcuni Paesi europei il picco della variante Omicron è già stato raggiunto ma la situazione all'interno del continente è molto variegata quindi bisogna sempre ricordarsi di proteggere i più vulnerabili - ha proseguito Kluge -. Sono anche profondamente preoccupato per il fatto che la variante si sta spostando verso est e quindi dobbiamo ancora vedere il suo pieno impatto in paesi in cui i livelli di vaccinazione sono più bassi e dove si rischia una malattia più grave nei non vaccinati», ha sottolineato.

«Prendiamo l'esempio della Danimarca, dove i casi di Omicron sono esplosi nelle ultime settimane: il tasso di ospedalizzazione per Covid-19 nei pazienti non vaccinati è risultato 6 volte superiore ai vaccinati nella settimana di Natale. E i dati del sistema di sorveglianza ostetrica del Regno Unito mostrano che il 96% delle donne in gravidanza ricoverate in ospedale con sintomi di Covid-19 tra maggio e ottobre 2021 non era vaccinate, una su 3 ha avuto bisogno di supporto respiratorio». Hans Kluge ha così ribadito che «i vaccini attualmente approvati continuano a fornire una buona protezione contro malattie gravi e morte, anche per Omicron». 

«Qualsiasi decisione di accorciare i periodi raccomandati di quarantena o isolamento deve essere presa in combinazione con test Covid-19 negativi e solo se ritenuta essenziale per preservare la continuità dei servizi essenziali». «Qualsiasi decisione in tal senso - ha concluso Kluge - deve essere presa con un'attenta valutazione dei rischi e dei benefici».

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