Ragazza pakistana scomparsa a Reggio Emilia, gli investigatori: «Samam Habbas è stata uccisa» Aveva rifiutato un matrimonio combinato

Ragazza pakistana scomparsa a Reggio Emilia, gli investigatori: «Samam Habbas è stata uccisa» Aveva rifiutato un matrimonio combinato
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Venerdì 28 Maggio 2021, 20:39 - Ultimo aggiornamento: 20:51

Si indaga per omicidio e certo non lasciano troppe speranze quelle immagini di tre uomini che si avviano verso la campagna di Novellara con due pale. Dov'è Saman Habbas? Mentre la comunità di Novellara spera e prega con una fiaccolata interreligiosa, i carabinieri proseguono le ricerche della 18enne di origine pakistana residente nella Bassa di Reggio Emilia della quale non si hanno più notizie da un mese. Gli inquirenti sono convinti che la ragazza - la quale aveva denunciato i genitori per averle combinato un matrimonio - sia stata uccisa.

La Procura di Reggio Emilia ha infatti aperto un fascicolo per omicidio. E nel registro degli indagati ci sono al momento madre, padre e zio che sono però tornati in patria dai primi di maggio, ora ricercati tramite una rogatoria internazionale. Un' ipotesi accreditata dopo che dalle immagini delle telecamere presenti nelle vicinanze dell'abitazione è emerso un filmato sospetto che risale al 29 aprile scorso.

Reggio Emilia, Saman Habbas, 18 anni, scomparsa da un mese dopo il rifiuto al matrimonio combinato: si indaga per omicidio

Non si esclude che l'indagine possa essere allargata ad altri componenti del nucleo familiare. Alle 19,15 di quella sera davanti agli occhi elettronici sbucano le sagome di tre uomini che con due pale, un secchio contenente un sacco azzurro e un piede di porco, si dirigono nei campi sul retro della casa, per poi rientrare alle 21,50. Gli investigatori pensano che Saman sia stata ammazzata in questo lasso di tempo e il cadavere occultato nella zona agricola, ma al momento anche il fiuto dei cani molecolari delle specializzate unità cinofile è stato vano. Inoltre le indagini si stanno concentrando in queste ore su questo video per identificare le persone tra le quali non si esclude vi sia anche il padre Shabbar.

Ma si stanno scandagliando pure tutti i nastri acquisiti dall'11 aprile in poi, per cercare ulteriori indizi. Una data significativa perché quel giorno Saman ha deciso di tornare a casa dopo aver trascorso quattro mesi in una comunità protetta del bolognese nella quale era stata collocata dai servizi sociali. A questi ultimi si era rivolta per chiedere aiuto nell'ottobre scorso, quando ancora minorenne, si era opposta alle nozze con un cugino, forzate dalla famiglia. Il 5 maggio i carabinieri hanno bussato alla sua porta per notificarle un atto, ma non hanno trovato né lei, né i genitori, che si verrà poi a scoprire essere partiti giorni prima per il Pakistan, improvvisamente e senza preavvisi forniti al datore di lavoro del padre.

Si fa largo, inizialmente, l'ipotesi del sequestro di persona, ma dalle liste di imbarco all'aeroporto di Malpensa risultano i genitori, ma non Saman. Il telefonino è spento. Si prova a fare un sondaggio negli aeroporti del Belgio dove la giovane già nel giugno 2020 si era allontanata ribellandosi alle imposizioni culturali integraliste islamiche, come dimostra l'abissale discrepanza tra una foto (sorridente, senza velo, con trucco e orecchini) che risale al periodo in comunità e un'altra più recente con l'hijab. Ma niente da fare, non risulta neppure in altre parti d'Europa. Poi spunta il video che lascia presagire che qualcosa possa essere accaduto.

E la contemporanea partenza della famiglia rende il puzzle pieno di ombre. Saman era arrivata a Novellara all'età di 14 anni dopo che il padre - assunto da oltre dieci anni in un'azienda agricola che produce cocomeri - ha ottenuto il ricongiungimento familiare. Ha frequentato e finito le scuole medie in paese. Poi la famiglia non l'ha iscritta alle superiori nonostante lei volesse studiare e sognasse di fare il medico. «Spero che sia viva e che abbia trovato delle persone che l'hanno aiutata», confida la sindaca Elena Carletti, rappresentante di una comunità intera in apprensione per Saman.

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