Omicidio a Faenza, Ilenia Fabbri aveva fatto causa all'ex marito chiedendo 100mila euro

Mercoledì 10 Febbraio 2021
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Omicidio a Faenza, Ilenia Fabbri aveva fatto causa all'ex marito chiedendo 100mila euro

Omicidio di Faenza: a cinque giorni dall'aggressione mortale di Ilenia Fabbri non si allarga il cerchio delle indagini. Gli investigatori sono al lavoro per cercare di arrivare all'identikit dell'uomo che sabato 6 febbraio ha sgozzato la 46enne nel suo appartamento di via Corbara a Faenza (Ravenna) per poi dileguarsi senza lasciare impronte, né sulla scena del crimine né nei pressi.

 

L'unica persona ad avere intravisto la sagoma dell'assassino in fuga giù per le scale della casa, che si trova su tre livelli, è una amica della figlia della vittima: è stata la giovane, che era ospite quella notte nell'abitazione, ad avere lanciato l'allarme alle 6.06 dopo essersi barricata in camera temendo l'intrusione di un ladro.

La ragazza avrebbe fin qui escluso che potesse trattarsi di uomo che lei aveva visto in precedenza, escludendo dunque quali esecutori materiali del delitto la maggior parte delle persone vicine alla 46enne, compreso l'ex marito Claudio, dal quale si era separata nel 2018, e il nuovo compagno Stefano, con il quale aveva una buona relazione da un anno e mezzo tanto che i due, secondo le amiche del cuore di lei, erano intenzionati a sposarsi.

Nelle ultime ore nelle indagini della squadra Mobile coordinate dal Pm Angela Scorza, ha preso quota l'ipotesi di un delitto eseguito su commissione nell'ambito del quale il killer, forse grazie a una copia delle chiavi del garage, è riuscito a entrare nell'abitazione a cavallo delle 6, cioè subito dopo l'uscita di casa di Arianna, la figlia della vittima, per poi andare a cercare la donna in camera da letto e iniziare lì ad aggredirla proseguendo giù per le scale fino al vano uso cucina comunicante con il garage dove la 46enne è stata trovata in una pozza di sangue dalla polizia, giunta verso le 6.20 per quello che si pensava inizialmente potesse essere un furto in abitazione (la porta del garage era aperta).

E proprio per isolare altri eventuali reperti utili all'identificazione dell'assassino, la polizia Scientifica, oltre che da Ravenna anche da Bologna e da Roma, in mattinata è tornata all'abitazione all'esterno della quale diverse persone hanno lasciato fiori e bigliettini in ricordo della defunta. Anche la figlia Arianna, che viveva lì assieme alla madre, è tornata davanti all'abitazione, senza naturalmente avere l'opportunità di potervi entrare. Si attende ora il nulla osta dalla Procura per la sepoltura della donna. Proseguono intanto gli interrogatori delle persone informate sui fatti alla ricerca innanzitutto di un possibile movente.

Il Procuratore capo facente funzione Daniele Barberini ha già escluso quello legato ad una relazione sentimentale della vittima, lasciando aperte tutte le altre ipotesi. Tra le altre cose, è emerso che la donna aveva fatto causa all'ex marito per reclamare mancati compensi per circa 100 mila euro a suo avviso relativi alla sua collaborazione nell'attività di famiglia, una officina a Faenza: la prossima udienza - la seconda della causa - con i testimoni delle parti, si sarebbe dovuta celebrare il 26 febbraio davanti al giudice del Lavoro del Tribunale di Ravenna.

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